Archivi categoria: Fumetti

Moebius

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Io non sono il tipo da celebrazione, però oggi si è spento un grandissimo artista, che forse farà poco clamore, ma che ci lascia opere imponenti e splendide, di quelle che contribuiscono a farti immaginare un mondo migliore.

… e dedicate qualche minuto a vedere qualche sua tavola, qui

Sergio Bonelli

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E questa notte se n’è andato il più grande editore di fumetti italiano. Uno che ha messo la passione sempre davanti al suo lavoro.

E’ quello che ha fatto nascere in me la passione per i fumetti. Quello che mi ha regalato Dylan Dog e Napoleone.

Era un burbero buono ed un gran signore.

Ciao Sergio.

1 settembre

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Oggi è entrata in vigore la legge Levi Cita. Quella che ti stoppa lo sconto.
Almeno così credono…

Oggi è iniziato il mega reboot della DC comics. Tutte le testate, anche quelle che hanno più di settanta anni, ripartiranno dal numero 1. Ho letto il primo numero della JLA, apripista di questo reboot. E tristezza infinita!
Reboot, ma mica tanto!
Aspetto speranzoso Animal Man e Swamp thing.

Poi sono anche qui a fremere perché voglio comprare American Vampire. Cioè un fumetto sui vampiri.Che dopo quello sugli zombie assicura che non c’è proprio più religione.
Dopo aver trovato poi dei Manga disegnati bene, per me, mi sono accorto anche che i miei gusti in generale possono essere fallibili.

Triste verità.

… ma non aspettatevi che rivaluti i diggei!

Black Summer

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E’ da tempo che non riesco a scrivere di fumetti, pur avendone letti molti. E molti interessantissimi.

Quando ci si appassiona ai fumetti è piuttosto semplice cadere nella lettura dei supereroi. E’ facile, anche perché godono di una storia lunga e di distribuzione e presenza sul mercato notevole, dovuta anche al fatto che sono accessibili per mezzi collaterali. Penso al cinema, alla televisione, al merchandising in generale.
Anche io, pur non amando il genere – con le dovute eccezioni- ne ho lette molte di storie.

La parte interessante della storia di questi eroi senza macchia è che a cavallo tra gli ottanta ed i novanta i supereroi subirono una profonda rivoluzione ad opera di vari autori del Regno Unito. E penso a Frank Miller, Grant Morrison ma sopratutto a Alan Moore (l’autore di V per Vendetta) che con il suo WatchMen introdusse il fumetto sui supereroi. Parlare di Watchmen è impossibile. Basta solo dire che con questo fumetto la storia del medie svoltò ammodernandosi e diventando quello che è oggi.

Un fumetto – moderno- che rientra in questo genere di “revisionismo supereroistico” è Black Summer di Warren Ellis edito dalla Avatar Press e distribuito in Italia dall’ottima BD.

Black Summer è la storia di John Horus e delle Sette Pistole, gruppo di supereroi al servizio dello stato americano; eroi metropolitani che al servizio della nazione garantivano ordine e sicurezza.
Tutto questo prima… prima che John Horus uccidesse il presidente degli Usa. Ed è qui che inizia il fumetto. Ed è da qui che si inizia a giocare con il carattere dei supereroi, che rimangono tali anche quando non più coinvolti direttamente nell’azione sul campo. Come il caso di Tom vecchio membro del gruppo, dedito oramai solamente all’alcool e all’autodistruzione, in seguito all’assassinio della sua ragazza.
La pazzia dell’amico John Horus lo farà rientrare nel gruppo e lo costringerà ad intrecciare nuovamente rapporti con tutto ciò che la vita di un supereroe necessita.

Ovviamente, mi pare chiaro, parliamo di supereroi moderni. Non più caratteri senza macchia e distintivi per coraggio e moralità, ma uomini con spiccate capacità fisiche che si trovano a dover gestire un potere spesso al di là della loro capacità etica.

La prova alle matite di Juan J. Ryp è incredibilmente dettagliata ed azzeccata, tanto nella divisione in 9 vignette, quanto nelle pagine singole e nelle splash-page. Molto bello il tratto realistico ma sempre incredibilmente fumettistico. Colorazione particolarmente funzionale ai disegni che ne valorizza, pur senza esaltare, il tratto.

Ai testi troviamo un Ellis in formissima, che sceneggia in maniera brillante un soggetto pienamente originale. Quando non fa le marchette si vede e si apprezza sia nei dialoghi, sempre pungenti e pertinenti, sia nella gestione del ritmo. Certo la lettura non sempre è facile, dato il numero di richiami a pseudo-scienza e tecnologia, ma ne vale assolutamente la pena.

Mi sento di consigliarlo decisamente. Un pomeriggio decisamente intenso.
Certo, non il classico fumetto da portare sotto l’ombrellone.

Daytripper

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People walk miles an hour and don’t stop thinking this could be the greatest day of their life

E’ su questa frase semplice che si fonda tutto daytripper, fumetto edito da Vertigo e scritto dai fratelli Fabio Moon e Gabriel Bà.
Voglio dirlo subito, questo fumetto è grandioso. Esula addirittura dal genere per diventare un’opera assolutamente incredibile. Una delle mie migliori letture in assoluto.
Capita raramente che un’opera perda la connotazione di genere e diventi universale, questo fumetto ci riesce alla perfezione.

Cercare di far capire il modo sapiente con il quale è sceneggiato è impresa vana. Vana perché è del tutto anticonvenzionale, ma incredibilmente bello e ricercato. Sicuramente funzionale al tipo di storia narrata.

La vicenda è incentrata sulla figura di Bras, autore di necrologi per un giornale brasiliano,con la passione per la scrittura, e su un piccolo gruppo di personaggi secondari che si avvicendano nei dieci capitoli di cui è composto il volume.
Primo tocco di classe: numerare i capitoli non in maniera progressiva ma in base all’età del protagonista. E’ assolutamente geniale visto il contenuto ed il sistema (non temporale) della narrazione.
Ma vi assicuro, questo è solo il primo di una lunga serie di trovate geniali.

Daytripper è un fumetto sulla vita. Su tutto ciò che la rende tale. Lo fa parlando anche della morte, senza mai scadere nel banale pur essendo un topos piuttosto utilizzato. E’ un fumetto su una giornata normale, su un amico normale, su una moglie adorabile. E’ un fumetto che parla di viaggi, siano essi sulle spiagge del Brasile piuttosto che in luoghi distanti solo pochi isolati.

La straordinaria forza comunicativa di questo fumetto risiede in un fattore portante a mio giudizio: il fumetto non è reale (d’altra parte come potrebbe esserlo…) ma contiene tutti i sapori ed i sentimenti tipici della vita reale, orchestrati in maniera talmente sapiente che l’empatia con il personaggio è immediata e totale. Ti spiazza e raggiunge spesso il suo scopo: ti fa fermare, ti fa riflettere, ti fa guardare le cose della tua vita, quella sì reale, in maniera diversa, in maniera più completa.

I testi ed i dialoghi sono sempre ben calibrati e dettano benissimo i tempi. Non ci sono mai cali di attenzione e tutto raggiunge momenti di elevata liricità.

Sotto l’aspetto grafico il lavoro è eccellente. I disegni sono cuciti perfettamente sulla storia ed i colori sono superlativi, per un fumetto che è diventato uno dei miei preferiti in assoluto. Il tratto è maturo e visionario al punto giusto, a tratti onirico, ed accompagna la narrazione in maniera impeccabile.

E’ un fumetto per chi ama leggere, è un fumetto per chi nelle letture cerca qualcosa in più o anche per chi crede che i fumetti siano soltanto roba da ragazzi in calzamaglia con qualche strano potere, è un fumetto per chi passa un momento particolare e non sa trovare risposte.

In Italia è uscito da pochissimo, potete trovarlo edito da Planeta deAgostini, sicuramente in fumetteria ed in qualche bookstore. Se invece volete concedervi la bellezza di leggerlo in lingua originale (ed immaginare la traduzione per voi migliore) non abbiate timore, è scritto con un inglese semplice e lineare.

Vi lascio con questa illustrazione splendida:

Sweet tooth: Out of the deep Wood

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In genere arrivo sempre in ritardo, questa volta invece anticipo di parecchio una nuova uscita italiana.
Tutto merito di nightcrawler e della sua intraprendenza che mi ha trasmesso!

La serie Sweet Tooth attualmente arrivata in America al 22simo issue, non arriverà da noi prima dell’inizio del 2012, quindi a patto di non leggerla in originale passerà un po’ di tempo prima di potervela godere. Perché sarà una vera goduria!

Scritta e disegnata da Jeff Lemire, è la storia di Gus, un bambino-cervo di 9 anni, che a seguito della dipartita dei suoi genitori rimane solo. L’incontro con il signor Jeppard e il viaggio verso la riserva gli farà infrangere quelli che sono stati i comandamenti del padre, tra i quali quello di non abbandonare mai il bosco nel quale sorgeva la loro casa. Divieto imposto per proteggere il figlio da cacciatori e scienziati che volevano studiare questa nuova specie, di cui Gus non è però l’unico esemplare.

Il valore aggiunto di questo primo tp, è lo stato di meraviglia che accompagna la scoperta dell’ “altro” da parte del protagonista, la sua straordinaria sensibilità, anche nell’interpretare i caratteri che lo circondano. E’ bellissimo immergersi nei suoi occhi pieni di stupore e di timore per tutto ciò che vede in così breve tempo. E’ possibile non lasciarsi contagiare ed emozionare da questo indifeso ragazzo-cervo e dal suo cavaliere, Mr. Jeppard.

E’ un fumetto dal ritmo molto lento; molte tavole sono sprovviste di dialoghi (cosa impensabile per un fumetto italico!) e tutto è piuttosto cupo e confuso, merito del tratto del disegno e della colorazione. Il tutto però risulta ben amalgamato con i toni e con la trama di questo comic, che non disdegna nemmeno atmosfere oniriche, che immagino nei prossimi tp diventeranno più marcate.

Per ora mi ha decisamente convinto, sopratutto a livello narrativo. Inoltre l’impianto dei personaggi risulta davvero interessante. Promosso!