Archivio mensile:febbraio 2012

Il Generale dei Briganti

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Ieri c’è stata l’ultima puntata della Fiction “Il Generale dei briganti” dedicata a Crocco, figura storica e mai tramontata della nostra Lucania.

Peccato che quello che tutti ci si aspettavano, una ricostruzione storica che tenesse presente le varie tesi del risorgimento italiano, sia stato solo un misero sfondo ad una vicenda d’amore melenso ed anonimo.
Passata l’euforia nel vedere i nostri luoghi valorizzati da una prima serata sulla rete ammiraglia e qualche concittadino ben calatosi nei panni del XIX sec. ciò che rimane è una grandissima occasione mancata.

E’ stato sprecato del tempo e del denaro per una realizzazione piuttosto approssimativa su un tratto di storia tanto importante quanto controverso. Talmente importante che in Basilicata e nel sud se ne pagano ancora le conseguenze. Veder ridotti i briganti ad un gruppo organizzato di saccheggiatori che proteggono l’incontro amoroso ora dell’uno ora dell’altro, mi ha fatto un brutto effetto. L’appiattimento storico della vicenda ha del ridicolo, considerata le innumerevoli e controverse visioni, che mi sarei aspettato avessero approfondito.
E questo al di là delle scelte sulla lingua.

Un’occasione per vedere i luoghi che bistrattiamo sempre e di cui non sappiamo goderne appieno, valorizzati. Un’occasione per renderci più consapevoli della terra “sconosciuta” nella quale siamo nati, perché forse, oggi come ieri, tocca essere un po’ briganti.

La Basilicata esiste… bis

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Tanto per confermare il fatto che la Basilicata si sta attrezzando per conquistare il mondo, volevo solo dire che saremo i protagonisti della settimana dalla prima serata questa sera (e di lunedì) di Rai 1 con la fiction “Il generale dei Briganti” – che avrà il grande merito di portare sullo schermo Rocco u’ Re – e poi andremo avanti con la lucanità di Rocco Papaleo a Sanremo -ci sarebbe anche Arisa, ma tendiamo a giocarci per davvero solo le carte migliori –

… e con la neve che ancora sta cadendo, io direi che è il caso di preoccuparvi: la Basilicata esiste, per davvero.

La basilicata esiste…

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…ed è coperta di neve. Tanta neve!

E la cosa che questa neve ha portato è la notorietà che la Basilicata si auspicava e si meritava.
Non avremo avuto i disagi di Roma enemmeno i mezzi loro per fronteggiarlo – che paiono una città colpita da una catastrofe anche se questo catastrofe non c’è mai stata,come ha detto qualcuno – e nemmeno quelli di Bari, che si sa, basta un po’ d’acqua per mandare in tilt tutto immaginiamo stavolta che ha piovuto qualcosa come 4 giorni ininterrottamente… dicevo non avremo i loro disagi, però abbiamo la neve vera. Quella che fanno vedere solo nei cartoni di Heidi tanto per intenderci.

E allora, noi abitanti della Basilicata ringraziamo la neve e chi l’ha mandata – di sicuro grazie a chi l’ha predetta: Gaetano Brindisi- , perché né col petrolio, né con la card carburanti, né con il volo dell’angelo e nemmeno con il suinetto nero c’eravamo riusciti: ora il mondo ci conosce e riconosce.
Mi dispiace per te, Papaleo, potevi essere il primo, ma la neve – o chi per lei- t’ha fregato.

Se guardi bene, lì in fondo, c'è anche Peter

Lo Stato delle emergenze.

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In coda alla cassa, dietro di me, una dolce signora anziana:
“Signorina, mi scusi, potrei passare? Compro solo il sale.”
“Ma certo!”
Fa avanzare, con fatica, un carrello colmo di pacchi di sale. La guardo basita, lei si giustifica:
“Basterà per tutto il marciapiede.”

Ed è subito “stato di emergenza”, aka “a-lupo-a-lupo”.
Più di moda dello “stato di emergenza” ormai sono rimaste le Timberland (ahimè) e l’ “insaputa”.

L’insaputa va forte.

Roba che te lo immagini proprio, Gianni Alemanno, su via del Corso. Colpito dalla bufera di neve mentre fischietta “Su di noi nemmeno una nuvola” e approfitta dei saldi da Calzedonia.
La colpa è dei Giuliacci.

Io, dopo i primi giorni di crisi e depressione da clausura, inizio ad abituarmi, e cerco di condividere il rovescio della medaglia via smartphone.
Ma i risultati sono scarsi.

From me to mia sorella:From mia sorella to me
Sì, va bene, abbiamo capito: a Ferrara nevica e la neve si posa su cose e persone.”