Parodia portami via, o Il trionfo di Talia

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(questo post è apparso anche sul Tonno che fuma)

Prosegue la serie delle “dissacrazioni poetiche”, sull’onda di Baci Perugina telematici.

MuloIl titolo di questo post, Parodia portami via, o Il trionfo di Talia è una citazione di gusto decisamente classicista: Talia, infatti, è la musa che viene associata alla commedia e alla satira. Non è un caso che Foscolo, memore della satira civile del Parini, lo citi nei Sepolcri come “sacerdote di Talia”.

Ecco spiegato quindi il riferimento del titolo. Lungi da me un paragone quantomai fuori luogo con il Parini e, in generale, con coloro che hanno portato la poesia a vette gloriose! Il riferimento a Talia è semmai una continuazione della “vis polemica” che ha animato Baci Perugina telematici: c’è sicuramente meno astio, anche se permane un (malcelato) intento dissacrante verso i celebratori della potenza sovrana dell’Io lirico in perenne priapismo emotivo. Anzi, basta fingere, siamo sinceri: pure io voglio annullare le differenze tra Io Tonno ed Io lirico!
Benvenuti nel mio anti-Parnaso, abelianamente scanzonato.

NARCISO
E tenendo uno specchio in mano:
Parlo bene l’Italiano
Vado a capo quando voglio
Sono un poeta.

MASSO
Masso inerte,
Spinge verso le porte,
Trovata la luce del giorno di porcellana
Sarà novella Atlantide,
Sommerso per l’eternità.
Libero è lo spirito
Quando cago come un mulo.

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