Archivio mensile:agosto 2011

Voglio diventare DJ

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Ho già il nome pronto: Dj Megaloop.

O forse è troppo difficile. Vabbé piano piano, lo affinerò.

Ieri sono andato su un sito di strumenti musicali. Ho iniziato a vedere quanto potrebbe costarmi diventare dj.
Diciamo che stando larghi avrei circa 1000 Euro di spesa.
Diciamo che venendo tutti i miei spartiti ci son dentro. Se poi vendessi tutto l’armamentario potrei competere con qualche discoteca di Milano Marittima – che detto tra noi, non capisco cosa ci azzecca Milano se non è in Lombardia-.

Mi occorrerebbero un mixer ed un piastra per i cd, un paio di microfoni, un paio di cuffie. Per Hit Mania Dance penso di potermela cavare scaricando e masterizzando tutto e per le casse direi che si recuperano facilmente.
Per diventare Dj basta il tempo di andare all’ufficio postale e caricare la mia postepay ed attendere che Bartolini consegni.

Diciamo che ci sono un sacco di vantaggi. Per esempio in una festa dove sei dj puoi far fare a quelle persone lì in pista quello che vuoi, tanto son inebetiti. Immagino se durante un concerto gridassi “…ed ora alzate le braccia e baciate il vostro vicino!

Poi poco importa se lo studio di chi suona davvero, e non si limita ad attaccare la spina in una presa, è una cosa seria che porta via tempo ed energie… i soldi che tu guadagnerai saranno sempre meno, l’attenzione che desterai sarà sempre meno e la considerazione pressoché nulla. Perché il musicista non è un lavoro, ma il Dj sì.
Poco importa se per immergersi in un brano devi studiare la storia di quel periodo, non solo musicale, non solo estetica. I soldi per il tuo biglietto non li pagherà nessuno.
Poco importa se ciò che suono è parte di un percorso artistico pensato, studiato nei minimi dettagli, che costa dolore e fatica, sudore nell’essere scoperto, accettato, preparato con onestà verso se stessi ed il pubblico.
Chi ti verrà a sentire sarà sempre meno coinvolto. E sopratutto non alzerà le mani al tuo comando.

Se poi vogliamo paragonare intrattenimento con intrattenimento il dj vince comunque. E poi importa se spingere play ed abbassare un volume è poco impegnativo anche solo rispetto a collegare la testa alla cassa con la giusta impedenza. Poco importa, loro avranno sempre più approvazione e stima di voi.

Ricordate, quando andate a qualche festa e finanziate il diggei di turno che state ammazzando tutto questo. Piano piano, poco per volta, un po’ per uno, ma lo state ammazzando.
Non che per voi sia una gran perdita, eh!

Contro l’esodo, la violenza e gli evasori

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Udite udite, le vacanze si sono accorciate! I due mesi di ferie sono andati via con le mezze stagioni, il Duce e svariati cervelli. Tutti in fuga. E inizia la gara a chi indovina la partenza più intelligente, o almeno più teatrale.
Si parte sabato perché domenica c’è più gente ma meno camion. Sistemi di equazioni, risoluzione di integrali ma una sola certezza: chilometri di coda con temperature tipiche dei deserti iraniani.

E il ritorno rischia di diventare una Via Crucis degna della GMG 2011: seicentomila Papaboys oggi hanno seguito il Papa a Madrid, per la Giornata Mondiale della Gioventù; seicentomila che alla “Danza Kuduro” preferiscono “Camminerò”, e in questo trovano tutta la mia solidarietà; seicentomila gggiovani che hanno deciso di sfilare contro tutte le violenze, un po’ come Barbara D’Urso in tv.

Non tutti gioiosi e in festa i madrileni: duemila laici, mercoledì scorso, hanno manifestato contro i costi della visita del Papa: 50 milioni di euro, in parte pubblici (anche se ..Madrid quanto guadagna?). Polizia, arresti, il solito scaricabarile delle colpe e l’indignazione degli indignados.

E dei costi sacri si parla anche qui da giorni. Dopo 82 anni dai Patti Lateranensi qualcuno si è svegliato ricordando che la Chiesa evade le tasse lecitamente.

Se una fabbrica paga le tasse e la Chiesa no, vuol dire che un giorno la Chiesa prenderà possesso della fabbrica. 

Lemuel Washburn


Niccolo Fabi – Melfi 15/08/11

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Solo un uomo quello di cui canto…

Il “manifesto” delle sue canzoni è tutto in questa sua frase. La vena poetica che sprigiona quell’uomo è qualcosa di strabiliante e la capacità di emozionare con il solo suono di una chitarra acustica è un dono immenso di cui io sento di essere stato partecipe.

Il concerto è stato grandioso: un viaggio tra le corde dell’uomo. Ci ha parlato di lui, si è messo a nudo, per mettere a nudo il pubblico, chi lì stava a sentire quelle canzoni. Parla d’amore, di qualunque amore immaginabile, ma lo fa in maniera così profonda e mai banale da riuscire a toccare i tasti giusti per farti scorrere un brivido lungo la schiena.

Il set è semplicissimo, la scenografia assente, solamente poche luci, come se fosse un concerto per pochi intimi. Il clima è conviviale ed amichevole e anche l’atteggiamento sul palco è di quanto più sobrio ci si possa aspettare. La scaletta ripercorre tutti i suoi classici, da quelli dei primi dischi come Rosso, Ostinatamente, Capelli, fino agli ultimi Solo un uomo, Costruire... Presenti anche una cover di Mina ed una di Battisti.

Niccolò Fabi ci sa fare. Ha reso la musica autoriale molto raffinata ed è molto intimo il suo approccio, cosa che sposa alla perfezione la mia idea di musica. La sua musica d’autore, oltre a testi molto belli, si esprime attraverso un’interessante ricerca armonica e melodica – a tratti contaminata con elementi orientali – e degli arrangiamenti molto freschi e volutamente scarni, a tratti strizza l’occhio alla psichedelia – anche se meno del suo collega Gazzè -.

Il pezzo dedicato alla figlia morta l’anno scorso, è stato un momento emozionante come pochi. Non volava una mosca, come se la piazza avesse trattenuto il respiro per cinque minuti, per poi sciogliersi in un applauso commosso.

Dal vivo ho avuto l’impressione che la sua musica introversa giunga in maniera efficace e potente.

Per me un concerto bellissimo, uno dei migliori ai quali abbia assistito. Son tornato a casa con qualche pensiero in più ma ne è valsa la pena.
Sarà solo un uomo quello di cui si canta, ma grazie Niccolò!

Tribute Band

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Io non ho nulla contro le tribute band.

Certo, non saranno il massimo grado di espressione artistica, ma c’è gente che ci mangia e ci mangia bene perché offrono, alle volte, spettacoli interessanti e ben fatti.
Ci sono tribute band che fanno date su date. Possiamo parlare della proposta spesso fossilizzata, ma comunque in genere io non ho nulla contro di loro.

Non ho nulla nemmeno contro quelle tribute band dei Queen, che senza Freddy Mercury perdono quasi tutto l’interesse, per non parlare dell’assenza di cori e delle parti sinfoniche.
Non ho da ridire nulla sulle tribute band dei Led Zeppelin che tentano invano di coverizzare Starway to Heaver, che si sa non uscirà mai come usciva a loro. E stessa cosa potrei dire di Smoke on the water per le tribute dei Deep Purple.

Nulla contro nessuno!

Ma quando vedi una tribute band di Vasco Rossi (!?) dove il chitarrista nelle strofe suona con la destra gli accordi della chitarra e con la sinistra quelli della tastiera… beh, cazzo, qualcosa di cui parlare ci sarebbe!

Ci sono volte in cui ci speri…

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Ci sono giorni che iniziano storti. Tipo che oggi dovevo fare l’ordine su Amazon.it e mi vedo togliere dal carrello due volumi che hanno esaurito.

Tipo che poi leggi per bene il giornale e scopri che una tizia sbatte sul bidè e dieci giorni dopo muore. Ed era sbattuta di culo eh! E ti ricordi che ieri hai letto della piazza a Sandra e Raimondo ed hai pensato: “Che barba e che noia”.

Tipo che vai per leggere i quotidiani e ti imbatti in una foto della Pellegrini che bacia Magnini. Roba da onanismo aggressivo proprio.

Tipo che d’estate i miei blogger preferiti sono in vacanza e quindi scrivono poco e scrivono minchiate – ma come non capirli-. E tu devi fare un sacco di cose ma ti manca sempre il tempo… perché è estate e d’estate si dorme fino a tardi.

E poi quasi per caso – quando Alice decide che dopo giorni la tua adsl può tornare a lavorare meglio di un 56k d’annata- trovi questo video qui.

… e così sorridi ed inizi a crederci.
Dovessi vedere una stella cadente ragazzi oggi, un desiderio sarà sicuramente per voi!

Caparezza in concerto

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Sono uscito vivo da quella bolgia e come promesso ne parlerò un po’.

Mi è piaciuto? Sì, abbastanza.
Si sentiva bene? Sì, abbastanza.
Ti sei divertito? Sì, abbastanza.
Lui dal vivo è un figo? Sì, moltissimo.

Vediamo di espandere un po’ i concetti.
Come molti sapranno sono partito un po’ scettico, non perché Caparezza non mi piacesse, ma perché la sua musica mi stanca presto e sopratutto perché il tasso dei bimbiminkia k sapevo essere un infinito di ordine troppo elevato e questo mi infastidiva non poco.

E ti sei sbagliato? No affatto. Infatti il pubblico è stato tra i peggiori che io abbia mai incontrato. E la finisco qui!

Caparezza era abbastanza in forma, non ha sbagliato nulla ed ha presentato uno spettacolo -inteso sia come musica che come scenette- divertente e sofisticato. Lui è un personaggio in grado di dire cose pesantissime con una leggerezza ed un’ironia dir poco geniali ed è in grado di prenderti per il culo davanti, facendoti anche divertire.
Anche la band ha suonato quasi tutto -anche se con il sospetto ausilio di basi- e tutto molto bene -piccole riserve sul secondo cantante, che pare capitato in una giornata no- . Si sono anche lasciati andare al gioco e lo spettacolo offerto è stato gradevole e molto coinvolgente -e lo dice uno che non è che si lasci coinvolgere facilmente -.
La scaletta sostanzialmente non è stata male, ma si poteva far meglio. A me il cd nuovo, musicalmente, non mi piace moltissimo ed ha fatto da quest’ultimo quasi tutte le tracce, tralasciando dai vecchi alcune perle come Nessuna razza e Il secondo secondo me che sicuramente avrebbero funzionato di più.

Piccolo parentesi. Ma come cazzo è che la scaletta si sapeva in anticipo? Cioè, dico io, ma un minimo di hype per sapere cosa suona ce lo potevano per venire? Quella di render nota la scaletta, che a quanto ho capito veniva direttamente dal suo tour manager – se non è così mi cospargo il capo di cenere- è una scelta piuttosto discutibile che personalmente ho gradito poco. Chiusa piccola parentesi.

Dicevo, le tracce del cd nuovo funzionano meglio dal vivo di quanto non facciano nel cd, ma quelle che per me son brutte, anche con quel quid in più, rimanevano brutte. Pazienza.
Canzoni come Eroe, Non siete stato voi, purtroppo, dal vivo, funzionano male. Non hanno la stessa carica che sul cd, per quanto nel contesto melfitano, date le recenti vicende della Sata, e la conseguente dedica di Caparezza, le ho apprezzate lo stesso, ma più a livello affettivo che di sostanza. Brutto arrangiamento il primo, brutta resa il secondo.

Piccola parentesi due – poco poco polemica. Mi è spiaciuto vedere del populismo in questo concerto. Non da parte di Caparezza, che è troppo intelligente per cadere in queste banalità, ma da parte del pubblico. La critica sociale e politica è molto più fine ed importante dell’appartenenza partitica, ridurre i suoi testi ad un mero Berlusconi Vs Il resto mi è parso fuori luogo e di cattivo gusto.
Su come invece il pubblico ha reagito all’attacco -nemmeno tanto velato- ai social networks invece non mi pronuncio. Anzi, dopo questo Caparezza mi piace ancora di più! Chiusa piccola parentesi due – poco poco polemica.

Il sound globale era buono ed i livelli accettabili. La voce sempre ben scandita e comprensibile. Unica nota dolente la batteria che all’inizio mi è sembrata pessima -anche se la mia non era la posizione ottimale-. Purtroppo da un certo momento in poi qualcosa è cambiato e l’audio è peggiorato, rimanendo sempre più che accettabile, ma mi sarei aspettato un miglioramento.

Lo spettacolo a livello scenografico e a livello di proiezione mi è piaciuto tantissimo. Le luci sempre puntuali e mai invadenti accompagnavano in maniera ottimale i cambi di atmosfere e di ritmo. I video proiettati invece, nello stile di Caparezza, geniali.

In definitiva un buon concerto, che son contento di aver visto e nel quale mi son divertito anche molto, considerando che è stato anche piuttosto ordinato. La lucidità esecutiva di Caparezza è encomiabile e la resa dal vivo lo premia sicuramente più che nei Cd, pur con qualche limite. Se la scaletta fosse stata poco, poco diversa, allora sarebbe stato perfetto. Ma meglio così, almeno ho conservato un po’ di voce!

PS Se riesco, posto in questi giorni delle foto.

EDIT: Due cose che volevo dire a proposito di Caparezza che mi son dimenticato. Non ho mai visto un artista ringraziare per gli striscioni che gli vengono fatti. E non ho mai visto un artista sbeffeggiare dal palco i venditori ambulanti di magliette farlocche con la sue effige. Per me doppiamente grande!