Cosa tiene accesa l’abat-jour

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Il tempo scarseggia per leggere un libro, figurarsi se ne sprecherei per leggere una recensione. O addirittura per scriverne una. Inoltre, io giudico i libri dalla copertina e i monaci dagli abiti.

Per questo non avrei mai comprato “Cosa tiene accese le stelle“, sebbene il titolo mi avrebbe incuriosita. La liscezza, la lucidità e una veloce lettura dell’aletta mi avrebbero costretta a riporlo nello scaffale dopo pochi minuti, per giunta sbuffando.

L’altra sera avevo solo voglia di accendere l’abat-jour, tenere la finestra aperta, sfogliare qualche pagina e pensare che tra un po’ è vacanza. Così, tra gioielli, biglietti di un concerto, un meraviglioso mappamondo, e altri regali di laurea ancora da scartare, la bimba astronauta sulla copertina alla fine mi ha persuasa.

Mario Calabresi, direttore de “La Stampa”, ha fatto del luogo comune “si stava  meglio quando si stava peggio” il fulcro delle 144 pagine di cui è autore. Lo ha fatto con eleganza e, fortunatamente per me, con meravigliosa scorrevolezza.

Alle prime citazioni banali, lo ammetto, ho sentito un’irrefrenabile voglia, non tanto di uscire a bere una birra (chè quello è ovvio), quanto di accendere la tv e guardare una replica di Amici 1. Ma poi mi sono accorta che regalava diversi spunti di riflessione.

Ho chiesto spesso, a chi mi ha poi regalato il libro, se presto o tardi dovrò scegliere tra un biglietto aereo di sola andata o un lavoro che non è quello che, da poco, ho iniziato a sognare (sarò anomala, ma da bambina non sognavo di lavorare). Discorsi  degni di 3 ore di servizio su Report. Discorsi di cui Calabresi è stufo, e ha deciso di raccontare la storia di alcuni italiani che “ce l’ hanno fatta”, in tempi ancora più bui, senza lagnarsi.  E mi ha regalato un’incantevole lettura.

Leggendolo non ho scoperto nessuna grande verità, tantomeno ho trovato nell’ultima pagina un contratto a tempo indeterminato da firmare e inviare in carta bollata. Però ho pensato positivo, indipendentemente dal periodo storico, il governo al potere, e il tasso di disoccupazione attuale.

E poi mi ha ridato la voglia di leggere.

Così domani vado a comprare un romanzo.

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