Black Summer

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E’ da tempo che non riesco a scrivere di fumetti, pur avendone letti molti. E molti interessantissimi.

Quando ci si appassiona ai fumetti è piuttosto semplice cadere nella lettura dei supereroi. E’ facile, anche perché godono di una storia lunga e di distribuzione e presenza sul mercato notevole, dovuta anche al fatto che sono accessibili per mezzi collaterali. Penso al cinema, alla televisione, al merchandising in generale.
Anche io, pur non amando il genere – con le dovute eccezioni- ne ho lette molte di storie.

La parte interessante della storia di questi eroi senza macchia è che a cavallo tra gli ottanta ed i novanta i supereroi subirono una profonda rivoluzione ad opera di vari autori del Regno Unito. E penso a Frank Miller, Grant Morrison ma sopratutto a Alan Moore (l’autore di V per Vendetta) che con il suo WatchMen introdusse il fumetto sui supereroi. Parlare di Watchmen è impossibile. Basta solo dire che con questo fumetto la storia del medie svoltò ammodernandosi e diventando quello che è oggi.

Un fumetto – moderno- che rientra in questo genere di “revisionismo supereroistico” è Black Summer di Warren Ellis edito dalla Avatar Press e distribuito in Italia dall’ottima BD.

Black Summer è la storia di John Horus e delle Sette Pistole, gruppo di supereroi al servizio dello stato americano; eroi metropolitani che al servizio della nazione garantivano ordine e sicurezza.
Tutto questo prima… prima che John Horus uccidesse il presidente degli Usa. Ed è qui che inizia il fumetto. Ed è da qui che si inizia a giocare con il carattere dei supereroi, che rimangono tali anche quando non più coinvolti direttamente nell’azione sul campo. Come il caso di Tom vecchio membro del gruppo, dedito oramai solamente all’alcool e all’autodistruzione, in seguito all’assassinio della sua ragazza.
La pazzia dell’amico John Horus lo farà rientrare nel gruppo e lo costringerà ad intrecciare nuovamente rapporti con tutto ciò che la vita di un supereroe necessita.

Ovviamente, mi pare chiaro, parliamo di supereroi moderni. Non più caratteri senza macchia e distintivi per coraggio e moralità, ma uomini con spiccate capacità fisiche che si trovano a dover gestire un potere spesso al di là della loro capacità etica.

La prova alle matite di Juan J. Ryp è incredibilmente dettagliata ed azzeccata, tanto nella divisione in 9 vignette, quanto nelle pagine singole e nelle splash-page. Molto bello il tratto realistico ma sempre incredibilmente fumettistico. Colorazione particolarmente funzionale ai disegni che ne valorizza, pur senza esaltare, il tratto.

Ai testi troviamo un Ellis in formissima, che sceneggia in maniera brillante un soggetto pienamente originale. Quando non fa le marchette si vede e si apprezza sia nei dialoghi, sempre pungenti e pertinenti, sia nella gestione del ritmo. Certo la lettura non sempre è facile, dato il numero di richiami a pseudo-scienza e tecnologia, ma ne vale assolutamente la pena.

Mi sento di consigliarlo decisamente. Un pomeriggio decisamente intenso.
Certo, non il classico fumetto da portare sotto l’ombrellone.

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