Archivio mensile:maggio 2011

Dell’acqua, del referendum e del populismo.

Standard

Ci sono cose che mi fanno pensare che forse c’è ancora qualche speranza.

Non mi riferisco “solo” all’ottima tornata elettorale di cui abbiamo avuto notizia in questi giorni ma all’entusiasmo, alla passione, all’interesse mostrato dai più per la cosa pubblica.

Aprire il mio social network preferito e ritrovare un tale interesse diffuso tra i miei amici e i miei quasi amici mi fa pensare che in fondo il mio prof di Economia Politica quando inveisce contro di noi additandoci come senza-futuro-senza-idee non abbia poi così tanto ragione.

E poi basta andare sulla bacheca di qualsiasi idiota tra i nostri amici di facebook per notare che anche lui, che fino a due mesi fa non sapeva quale fosse la differenza tra Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio dei Ministri, ha preso una posizione sul referendum del 12 e 13 giugno.

IL 12 e13 Giugno vai a votare. Vota 4 sì.”

Infatti sono belle le bacheche colorate.

Anzi adesso la metto proprio come immagine di profilo.

Naturalmente sono ironica.

Perdonatemi il cinismo.

Non mi sono mai piaciute le generalizzazioni e sono certa che le persone che più stimo e portano avanti la cd battaglia dei quattro sì lo facciano con coscienza e consapevolezza e non per sentito dire.

Però sono altrettanto sicura che oggi come oggi si creano queste sorte di leggende, di miti e si portano avanti battaglie pseudoideologiche che in realtà meriterebbero un po’ più di studio e di riflessione.

Io voterò SI’ per l’abrogazione sulla legge sul nucleare, voterò SI’ per l’abrogazione della legge sul legittimo impedimento.

Per quanto riguarda il discorso sull’acqua ho i miei dubbi e le mie perplessità.

Una decisione non l’ho ancora presa.

Certo è che se dovessi basarmi su slogan del tipo

“L’acqua diventerà petrolio”

o

“Con la privatizzazione dell’acqua moriremo di sete”

metterei una croce grossa quanto una casa su quel SI’.

Ma ahimè la situazione non è così semplice. Anzi non è così e basta.

Prima di tutto non dobbiamo parlare di privatizzazione dell’acqua, che resta un bene di proprietà pubblica inalienabile, ma di affidare ad un gestore privato o ad una società a capitale misto pubblico-privato il servizio idrico.

La domanda da porci è quindi chi è che può gestire meglio il servizio idrico in Italia sostenendo i minori costi e raggiungendo la migliore qualità ?

O meglio siamo sicuri che la gestione migliore è quella dello Stato ?

In Italia più di un terzo di acqua viene sprecato per malfunzionamenti dei sistemi idrici e peraltro lo Stato non riesce a sostenere gli investimenti necessari per garantire un servizio idrico efficiente.

E’ poi da sfatare il mito bene pubblico = bene gratuito.

L’acqua è un bene scarso e dunque ha un’importanza economica rilevante.

Peraltro noi, oggi, paghiamo i servizi idrici che non ci vengono concessi da dio.

Per non parlare poi del secondo requisito del referendum che porterà senz’altro ad aggravare il bilancio statale con un aumento massiccio dei debiti.

E il resto della spesa pubblica come si sostiene se nessuno vuol pagare le tasse ?

Del resto, si sa, l’Italia è un Paese un po’ strano.

Chi può dire che il gestore privato o pubblico-privato può far meglio ?

Io non di certo.

Tuttavia volevo condividere queste riflessioni nate in uno dei pochi ambienti stimolanti che riesco a frequentare ultimamente invece di lanciare un’immagine colorata piena di frasi fatte.

Annunci

… ed ogni tanto ritornano.

Standard

Eh si, gruppoabeliano si è un po’ spento sto mese. Sarà colpa di qualche automorfismo bastardo o forse del sottoscritto che è impegnato come una gallina a togliere la lisca di una sogliola.

Non latito perché il mondo ha smesso di fare cazzate o dire minchiate. D’altra parte potrei io stesso essere produttore.
… e la cosa che mi dispiace e non aver detto nulla a proposito delle elezioni! Tenterò di rifarmi col referendum.

In ogni caso, poiché proprio zittozitto non potevo stare, volevo farvi un regalo. Questo è quanto trovato scritto da qualche milanese e riportato qui. Io ve lo riporto, dovesse esservi sfuggito.

Che il vero problema di internet, non è solo Facebook e Tutube, ma che ha dato voce a ‘sti qui…