Fatti i viaggi miei!

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Ed ho fatto una settimana. Tonda tonda!

Ora non fregherà a nessuno, ma questa cosa la voglio scrivere lo stesso. Per la gioia di GruppoAbeliano.

E’ una settimana che viaggio, proprio da venerdì scorso, ogni giorno un viaggio. Alle volte piccoli spostamenti (da un centinaio di chilometri!), alle altre mi son fatto più di mezza Italia. Tanto per sentirmi ancora più italiano!

Venerdì sono andato a Foggia, così sabato mattina con tappa a Vasto sono arrivato a Parma, domenica notte son tornato a Foggia. E grazie alle ferrovie dello stato sono arrivato con ben due ore di ritardo, dopo aver sostato amorevolmente in una galleria senza luce e riscaldamenti per circa 2 ore, perché, per caso, si era rotta la motrice.
Arrivo a Foggia lunedì mattina e poi di corsa a Venosa. Martedì i soliti 400 Km per andare e tornare dal conservatorio, e non so per quale grazia la lezione è stata anche accettabile; Mercoledì si ritorna a Bari. Ieri avrei potuto dormire, ma appena sveglio mi è venuta voglia di provare la famigerata freccia argento. Direzione: Roma. Ed ora, grazie alla Marozzi, son ritornato a casa, sano e salvo.

Quindi diciamo 78+750+750+78+120+400+457+457=3090;

In realtà ho imparato un sacco di cose in questa settimana:
Se vai a dormire da un amico portati un sacco lenzuolo, perché può darsi che abbia tutto, anche un aggeggio cinese per scaccolarti attraverso l’ombelico, ma non un paio di lenzuola pulite.
Se devi partire per un lungo viaggio, compra le parole crociate. Non ci sono momenti migliori che quelli passati a cercare di risolvere le parole crociate. Tra l’altro è meglio del gioco dell’oca, diventa ben presto comunitario.
Se devi partire di notte, con un intercity, assicurati che la tua altezza non superi 1.60, perché altrimenti le tue gambe potrebbero vincere il record di bestemmie in una sola notte.
E se per caso hai già comprato le parole crociate, non finirle. Perché se il treno si blocca a notte fonda e proprio non sai cosa fare, hai sempre le parole crociate.
Per Bari e Conservatorio niente, questa settimana non mi ha insegnato niente di così rilevante.
Se devi provare la freccia argento, ecco… non farlo. E’ un intercity meno rumoroso che costa il doppio ed arriva poco prima. Che per mezz’ora in più e dei tappi per le orecchie, direi che 30 euro di differenza sono un po’ troppi.
Se invece decidi di viaggiare con la Marozzi preparati a dover sopportare con tanta pazienza autisti che in autostrada rispettano i limiti, anzi ci vanno al di sotto, ma che sulle strade extraurbane si divertono a guidare come se dovessero strappare la pole ad Alonso e tu ti ritrovi a piegarti in curva con il miglior Valentino Rossi.

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  1. Direi che potrei paragonare i viaggi con Moretti al tuo viaggio in intercity notturno. Spazi ridotti e passeggeri davanti a te che di colpo si sdraiano con il sedile, spaccandoti le ginocchia. Il che non è molto piacevole. Soprattutto se può capitare in qualunque momento durante le 8 ore di viaggio.

    • Ah beh certo, quelli sono i più odiosi.
      Io di solito o punto il ginocchio facendo forza, oppure inizio a tirarlo non appena si abbassano. In genere, dopo un quarto d’ora, capiscono!

  2. Pingback: Piccole soddisfazioni « Tuìtter!

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