Archivio mensile:marzo 2011

Daytripper

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People walk miles an hour and don’t stop thinking this could be the greatest day of their life

E’ su questa frase semplice che si fonda tutto daytripper, fumetto edito da Vertigo e scritto dai fratelli Fabio Moon e Gabriel Bà.
Voglio dirlo subito, questo fumetto è grandioso. Esula addirittura dal genere per diventare un’opera assolutamente incredibile. Una delle mie migliori letture in assoluto.
Capita raramente che un’opera perda la connotazione di genere e diventi universale, questo fumetto ci riesce alla perfezione.

Cercare di far capire il modo sapiente con il quale è sceneggiato è impresa vana. Vana perché è del tutto anticonvenzionale, ma incredibilmente bello e ricercato. Sicuramente funzionale al tipo di storia narrata.

La vicenda è incentrata sulla figura di Bras, autore di necrologi per un giornale brasiliano,con la passione per la scrittura, e su un piccolo gruppo di personaggi secondari che si avvicendano nei dieci capitoli di cui è composto il volume.
Primo tocco di classe: numerare i capitoli non in maniera progressiva ma in base all’età del protagonista. E’ assolutamente geniale visto il contenuto ed il sistema (non temporale) della narrazione.
Ma vi assicuro, questo è solo il primo di una lunga serie di trovate geniali.

Daytripper è un fumetto sulla vita. Su tutto ciò che la rende tale. Lo fa parlando anche della morte, senza mai scadere nel banale pur essendo un topos piuttosto utilizzato. E’ un fumetto su una giornata normale, su un amico normale, su una moglie adorabile. E’ un fumetto che parla di viaggi, siano essi sulle spiagge del Brasile piuttosto che in luoghi distanti solo pochi isolati.

La straordinaria forza comunicativa di questo fumetto risiede in un fattore portante a mio giudizio: il fumetto non è reale (d’altra parte come potrebbe esserlo…) ma contiene tutti i sapori ed i sentimenti tipici della vita reale, orchestrati in maniera talmente sapiente che l’empatia con il personaggio è immediata e totale. Ti spiazza e raggiunge spesso il suo scopo: ti fa fermare, ti fa riflettere, ti fa guardare le cose della tua vita, quella sì reale, in maniera diversa, in maniera più completa.

I testi ed i dialoghi sono sempre ben calibrati e dettano benissimo i tempi. Non ci sono mai cali di attenzione e tutto raggiunge momenti di elevata liricità.

Sotto l’aspetto grafico il lavoro è eccellente. I disegni sono cuciti perfettamente sulla storia ed i colori sono superlativi, per un fumetto che è diventato uno dei miei preferiti in assoluto. Il tratto è maturo e visionario al punto giusto, a tratti onirico, ed accompagna la narrazione in maniera impeccabile.

E’ un fumetto per chi ama leggere, è un fumetto per chi nelle letture cerca qualcosa in più o anche per chi crede che i fumetti siano soltanto roba da ragazzi in calzamaglia con qualche strano potere, è un fumetto per chi passa un momento particolare e non sa trovare risposte.

In Italia è uscito da pochissimo, potete trovarlo edito da Planeta deAgostini, sicuramente in fumetteria ed in qualche bookstore. Se invece volete concedervi la bellezza di leggerlo in lingua originale (ed immaginare la traduzione per voi migliore) non abbiate timore, è scritto con un inglese semplice e lineare.

Vi lascio con questa illustrazione splendida:

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Matematica spicciola

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Quando mi dicono sei una persona normale, credo di essere stabile rispetto alla coniugio.

Attacca quella catena con il lucchetto…e verifica se il gruppo è quindi risolubile.

E quando si cita il teorema di Lagrange, mi chiedo sempre se l’ordine della derivata divide l’ordine del gruppo

Ed ogni volta che vado a fare la spesa e spendo più di 10 Euro, mi chiedo sempre se posso pagare modulo 2

Di fronte ad una serie di eventi, se sono a termini positivi uso la radice, se a segni alterni Leibniz, altrimenti considero quella dei valori assoluti.

Se invece incontri una persona integra, quasi sempre è perché è continua.

E se quando discutiamo cerchiamo un punto di convergenza, assicuriamoci che lo sia da destra e da sinistra, d’altra parte è un mio limite.

Non mi si connette il computer, Pierpà! Beh, cambia topologia.

Mi hanno invitato in un campo a raccogliere dei fiori. Sicuramente sarà algebrico.

Hai sentito l’ultimo cd di quel gruppo? Bah, è abeliano?

E’ un‘immagine particolarmente ristretta. Allora sarà il ker ad avere dimensione maggiore.

I giovani non hanno ideali che non siano banali. Un po’ come i campi.

I cinesi copiano tutto, solo se sono a due a due coprimi.

Fatti i viaggi miei!

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Ed ho fatto una settimana. Tonda tonda!

Ora non fregherà a nessuno, ma questa cosa la voglio scrivere lo stesso. Per la gioia di GruppoAbeliano.

E’ una settimana che viaggio, proprio da venerdì scorso, ogni giorno un viaggio. Alle volte piccoli spostamenti (da un centinaio di chilometri!), alle altre mi son fatto più di mezza Italia. Tanto per sentirmi ancora più italiano!

Venerdì sono andato a Foggia, così sabato mattina con tappa a Vasto sono arrivato a Parma, domenica notte son tornato a Foggia. E grazie alle ferrovie dello stato sono arrivato con ben due ore di ritardo, dopo aver sostato amorevolmente in una galleria senza luce e riscaldamenti per circa 2 ore, perché, per caso, si era rotta la motrice.
Arrivo a Foggia lunedì mattina e poi di corsa a Venosa. Martedì i soliti 400 Km per andare e tornare dal conservatorio, e non so per quale grazia la lezione è stata anche accettabile; Mercoledì si ritorna a Bari. Ieri avrei potuto dormire, ma appena sveglio mi è venuta voglia di provare la famigerata freccia argento. Direzione: Roma. Ed ora, grazie alla Marozzi, son ritornato a casa, sano e salvo.

Quindi diciamo 78+750+750+78+120+400+457+457=3090;

In realtà ho imparato un sacco di cose in questa settimana:
Se vai a dormire da un amico portati un sacco lenzuolo, perché può darsi che abbia tutto, anche un aggeggio cinese per scaccolarti attraverso l’ombelico, ma non un paio di lenzuola pulite.
Se devi partire per un lungo viaggio, compra le parole crociate. Non ci sono momenti migliori che quelli passati a cercare di risolvere le parole crociate. Tra l’altro è meglio del gioco dell’oca, diventa ben presto comunitario.
Se devi partire di notte, con un intercity, assicurati che la tua altezza non superi 1.60, perché altrimenti le tue gambe potrebbero vincere il record di bestemmie in una sola notte.
E se per caso hai già comprato le parole crociate, non finirle. Perché se il treno si blocca a notte fonda e proprio non sai cosa fare, hai sempre le parole crociate.
Per Bari e Conservatorio niente, questa settimana non mi ha insegnato niente di così rilevante.
Se devi provare la freccia argento, ecco… non farlo. E’ un intercity meno rumoroso che costa il doppio ed arriva poco prima. Che per mezz’ora in più e dei tappi per le orecchie, direi che 30 euro di differenza sono un po’ troppi.
Se invece decidi di viaggiare con la Marozzi preparati a dover sopportare con tanta pazienza autisti che in autostrada rispettano i limiti, anzi ci vanno al di sotto, ma che sulle strade extraurbane si divertono a guidare come se dovessero strappare la pole ad Alonso e tu ti ritrovi a piegarti in curva con il miglior Valentino Rossi.

The monkeys’ revenge

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Premetto che io di nucleare non so nulla. ” 
è la frase che ho sentito più volte in questa settimana.

Allora non attaccare una pippa con le tue opinioni sul nucleare.
è la frase che ho pensato più volte in questa settimana.

Una scimmia non lascia mai un ramo dell’albero se non ne ha già afferrato un altro.
è la frase che ho apprezzato di più in questa settimana.

L’ultima è di un mio amico ragusano.
Patito dei proverbi, lui. Ignorante sul nucleare, anche lui.

Me lo diceva riferendosi, ça va sans dire, all’epilogo di una buona percentuale delle storie d’amore.
Me lo diceva mandandomi anche in bancarotta a Monopoly, maledetto!

E mentre cercavo di contraddirlo, mi sono convinta delle sue ragioni.
Facilmente persuadibile, io.
Assolutamente ignorante sul nucleare,  anche io.
Pessima imprenditrice di Monopoly, sempre io.

Poi stamattina ho letto che Sean Parker sta per / potrebbe acquistare la Warner Music.

Sean Parker.
Avrei saputo chi è Sean Parker se non mi fossi addormentata a metà di “The Social Network”.
Lo chiederei al nostro puntinocontantepunte, che di dormire non ne voleva sapere. Ma lei era un continuo di:
“Ma chi è questo? Che ha detto? Ma che ha detto?”
“Boh. Sto dormendo da cinque minuti”.
Avvincente, The Social Network.

Alla fine ho chiesto a Wikipedia. Lei sa più di nucleare che di Sean Parker, ma ne è certa: è stato co-fondatore di Napster.
Non so nell’immaginario collettivo, quello della gente sana, ma nel mio un co-fondatore di Napster è un mendicante con un dente d’oro, che racconta nostalgico il suo florido passato, mentre è in fila per un mestolo di zuppa.
Il mondo delle favole, il mio.

Invece Sean Parker è una scimmia.
Una scimmia che non lascia mai un ramo dell’albero se non ne ha già afferrato un altro.
Una scimmia a cui piace la cocaina, e che ha versato 100,000 dollari in una campagna per la legalizzazione della marijuana. Ma pur sempre una scimmia.

Mentre mollava il ramo Napster, per motivi che conosciamo bene, afferrava Plaxo. Mentre mollava Plaxo, afferrava la presidenza di Facebook, a 24 anni. 24. Un numerino che sprofonda senza tregua la mia autostima.

Oggi ha 32 anni, Parker.  A lui la zuppa e la cocaina non bastano: lui punta alla Warner.
Io non ho mai creduto alla storia che il mondo è piccolo.
Eppure, quando si tratta di grossi affari, sembra che i nomi siano sempre gli stessi.
D’altronde, lo stesso siculo patito di proverbi, mesi fa mi ha detto che “gli uccelli in stormo muoiono di fame”.  Ovvero, secondo lui, per mangiare si deve essere in pochi.
Per questo «sweet revenge», il nome affibbiato dai giornali a questo probabile acquisto, non mi sembra appropriato.
Ha ben poco da riscattare, uno con quel curriculum vitae.

È buffa la storia del povero Mr.Napster che compra la Warner per rivincita. Mi viene da pensare, piuttosto, che sarebbe un ottimo socio di Monopoly.

Sweet tooth: Out of the deep Wood

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In genere arrivo sempre in ritardo, questa volta invece anticipo di parecchio una nuova uscita italiana.
Tutto merito di nightcrawler e della sua intraprendenza che mi ha trasmesso!

La serie Sweet Tooth attualmente arrivata in America al 22simo issue, non arriverà da noi prima dell’inizio del 2012, quindi a patto di non leggerla in originale passerà un po’ di tempo prima di potervela godere. Perché sarà una vera goduria!

Scritta e disegnata da Jeff Lemire, è la storia di Gus, un bambino-cervo di 9 anni, che a seguito della dipartita dei suoi genitori rimane solo. L’incontro con il signor Jeppard e il viaggio verso la riserva gli farà infrangere quelli che sono stati i comandamenti del padre, tra i quali quello di non abbandonare mai il bosco nel quale sorgeva la loro casa. Divieto imposto per proteggere il figlio da cacciatori e scienziati che volevano studiare questa nuova specie, di cui Gus non è però l’unico esemplare.

Il valore aggiunto di questo primo tp, è lo stato di meraviglia che accompagna la scoperta dell’ “altro” da parte del protagonista, la sua straordinaria sensibilità, anche nell’interpretare i caratteri che lo circondano. E’ bellissimo immergersi nei suoi occhi pieni di stupore e di timore per tutto ciò che vede in così breve tempo. E’ possibile non lasciarsi contagiare ed emozionare da questo indifeso ragazzo-cervo e dal suo cavaliere, Mr. Jeppard.

E’ un fumetto dal ritmo molto lento; molte tavole sono sprovviste di dialoghi (cosa impensabile per un fumetto italico!) e tutto è piuttosto cupo e confuso, merito del tratto del disegno e della colorazione. Il tutto però risulta ben amalgamato con i toni e con la trama di questo comic, che non disdegna nemmeno atmosfere oniriche, che immagino nei prossimi tp diventeranno più marcate.

Per ora mi ha decisamente convinto, sopratutto a livello narrativo. Inoltre l’impianto dei personaggi risulta davvero interessante. Promosso!

Giochino Nerd

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Ogni tanto, ho degli attacchi nerd… nel senso che mi escono tutti i brufoli in faccia e caccio fuori dal cassetto gli occhiali a fondo di bottiglia e per chiedere cosa si mangia a cena utilizzo caratteri ascii e codice binario ed inizio a contare con le classi di resto modulo 4, utilizzando quasi esclusivamente 1 e 3 modulo 4.

Insomma vi propongo una cosa divertente sperando di far parlare i milioni di visitatori taciti di questo blog.

E’ una cosa semplicissima, premete il tasto Ctrl+T se siete su firefox (altrimenti installatelo facendovi un piacere!) e aprite google.it

Adesso dovrete cercare due parole di senso compiuto, in una lingua che volete, purché esistente, che secondo voi hanno rispettivamente il massimo ed il minimo numero di risultati!

E poi le incollate qui sotto, nei commenti!

Potete fare due ricerche per volta, sempre una per il minimo ed uno per il massimo. Se volete partecipare, incollate tutti i tentativi e non solo il meglio riuscito!

Ovviamente non si vince niente, quindi non dovete barare! Anche perché barare per non vincere niente è peggio che andare con una minorenne.

La fine di Gaia

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… sono giorni che sento l’ultimo cd di Caparezza.

Volevo parlarne, ma ancora non capisco se mi piace o no, un misto tra ammirazione e le-cose-non-completamente-al-loro-posto.

Una cosa è certa però, il singolo estratto sino ad ora è il più brutto pezzo dell’album.

Ah, c’è anche un’altra cosa sicura: è l’unico che non mi fa dire “che schifo” dopo mezzo ascolto, e nel rap è già un successo!

Poi aspetto che Nightcrawler mi dia man forte, ma in questi giorni si sta destraggiando tra integrali multipli, serie e forme differenziali.