Vallanzasca: L’angelo del male

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L’altro giorno, mancando da troppo agli appuntamenti del Galleria, io e nightcrawler abbiamo deciso di concederci la visione di questo film in terra natia.

Fortunatamente delle polemiche che aveva suscitato questo film ne ero sì a conoscenza, ma non me ne curavo più di tanto, un po’ perché sono sempre le stesse polemiche, un po’ perché preferisco polemizzare da me sulle cose.

Il film è un bel film, che ha secondo me i tempi giusti ed una bella sceneggiatura, l’ho trovato fresco e molto ben scritto. Le scene più violente (perché cavolo se ce ne sono) sono sempre inserite per caratterizzare maggiormente i personaggi, in particolare i comprimari, o alcune situazioni e mai per compiacimento stesso della violenza. Certo è un film crudo, un film con tante sfumature, decisamente lugubri, ma d’altra parte se volete un film allegro potete andare a vedere Maschi contro Femmine.
La pellicola apre un interessante squarcio sulla mala milanese (visto che si accenna anche alla rivalità tra le famiglie, ai codici d’onore, ai traffici…) e lo fa attraverso le “gesta” di un personaggio sicuramente sopra le righe come Vallanzasca.

La vicenda è quanto mai verosimile e riportata in maniera piuttosto fedele nella pellicola.
Incongruenza grave si può riscontrare solo nella figura di Massimo Loi, che ho appreso essere nella realtà poco più che un ragazzino, finito nel crimine per caso, mentre nel film è abbastanza più grande, avvezzo al crimine e pure drogato. Avendo questo personaggio un ruolo importante nella vicenda (reale e cinematografica), l’artificio cinematografico ne altera un po’ il significato secondo me.

Molte belle le musiche, che ho scoperto dopo essere state scritte dai Negroamaro. Bravi! Anche perché il commento sonoro al film mi pare molto azzeccato. Anzi in certi frangenti è il commento interiore alle scene esterne che ci vengono mostrate.

Capitolo a parte merita Kim Rossi Stuart. Semplicemente sublime. E’ una interpretazione veramente coinvolgente, che passa attraverso mimica facciale ed espressioni da fuori classe. E’ anche per questo che questo film è un bel film. Molto bello il piglio da capobanda che ha e molto ben recitato il ruolo dei comprimari, per un cast decisamente all’altezza.

Il rischio dell’apologia, un po’ c’è. Vallanzasca ne esce “bene”, tanto che appena finito il film un paio di tizi dietro di me hanno esclamato: “che artst”, ma io credo che non sia colpa di Placido, quanto dell’inadeguatezza dello spettatore. Vallanzasca sarà anche un criminale “morale”, ma pur sempre un criminale. Il film questo lo dice, lo mostra!
Il vero errore di Placido è stato secondo me addolcire troppo l’efferatezza di alcune vicende reali della vita carceraria, aver romanzato troppo e romanticheggiato alcune scene che forse avrebbero tinteggiato meglio il lato oscuro particolarmente pronunciato del protagonista. Non è stato fatto e questo mi fa un po’ storcere il naso.

A me è piaciuto e non avendo visto Romanzo Criminale il paragone non posso farlo, ma se volete vedere un bel film, io ve lo consiglio!

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