Archivio mensile:febbraio 2011

Dov’è la vostra democrazia ora ?

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Revolutìon.



Qualcosa sta cambiando.
Le rivolte che sono state protagoniste di tutti i giornali nelle ultime settimane ne sono la chiara dimostrazione.
Una generazione post-islamista è scesa in piazza per gridare un No categorico alla dittatura in favore della Democrazia .
Gli slogan non parlano di un Dio.
Si tratta di rivoluzioni laiche.
Qualcosa sta cambiando.
Come si legge su un articolo de  Le Monde  “Gli avvenimenti in Tunisia e in Egitto mostrano che i protagonisti hanno imparato le lezioni della loro storia.”
Qualcosa è cambiato.
E’ così che la democrazia che è stata tanto predicata dagli USA e anche dall’Europa diventa finalmente (?) anche il sogno dei popoli del Medio Oriente e del Nord Africa .
Peccato – davvero- che gli stati Europei non si siano “accorti” di niente .Mi sarei aspettata parole come “Solidarietà” o almeno un “Finalmente” piuttosto che ibride parole come “Preoccupazione”.
Ciliegina sulla torta è poi stato il commento del Cavaliere ieri :”Facciamo attenzione che non ci siano violenze ingiustificate e derive che recepiscano il fondamentalismo islamico”.
Fondamentalismo islamico?
Fuori luogo, fuori tempo .

Ma dov’è la vostra democrazia ora ?

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Vallanzasca: L’angelo del male

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L’altro giorno, mancando da troppo agli appuntamenti del Galleria, io e nightcrawler abbiamo deciso di concederci la visione di questo film in terra natia.

Fortunatamente delle polemiche che aveva suscitato questo film ne ero sì a conoscenza, ma non me ne curavo più di tanto, un po’ perché sono sempre le stesse polemiche, un po’ perché preferisco polemizzare da me sulle cose.

Il film è un bel film, che ha secondo me i tempi giusti ed una bella sceneggiatura, l’ho trovato fresco e molto ben scritto. Le scene più violente (perché cavolo se ce ne sono) sono sempre inserite per caratterizzare maggiormente i personaggi, in particolare i comprimari, o alcune situazioni e mai per compiacimento stesso della violenza. Certo è un film crudo, un film con tante sfumature, decisamente lugubri, ma d’altra parte se volete un film allegro potete andare a vedere Maschi contro Femmine.
La pellicola apre un interessante squarcio sulla mala milanese (visto che si accenna anche alla rivalità tra le famiglie, ai codici d’onore, ai traffici…) e lo fa attraverso le “gesta” di un personaggio sicuramente sopra le righe come Vallanzasca.

La vicenda è quanto mai verosimile e riportata in maniera piuttosto fedele nella pellicola.
Incongruenza grave si può riscontrare solo nella figura di Massimo Loi, che ho appreso essere nella realtà poco più che un ragazzino, finito nel crimine per caso, mentre nel film è abbastanza più grande, avvezzo al crimine e pure drogato. Avendo questo personaggio un ruolo importante nella vicenda (reale e cinematografica), l’artificio cinematografico ne altera un po’ il significato secondo me.

Molte belle le musiche, che ho scoperto dopo essere state scritte dai Negroamaro. Bravi! Anche perché il commento sonoro al film mi pare molto azzeccato. Anzi in certi frangenti è il commento interiore alle scene esterne che ci vengono mostrate.

Capitolo a parte merita Kim Rossi Stuart. Semplicemente sublime. E’ una interpretazione veramente coinvolgente, che passa attraverso mimica facciale ed espressioni da fuori classe. E’ anche per questo che questo film è un bel film. Molto bello il piglio da capobanda che ha e molto ben recitato il ruolo dei comprimari, per un cast decisamente all’altezza.

Il rischio dell’apologia, un po’ c’è. Vallanzasca ne esce “bene”, tanto che appena finito il film un paio di tizi dietro di me hanno esclamato: “che artst”, ma io credo che non sia colpa di Placido, quanto dell’inadeguatezza dello spettatore. Vallanzasca sarà anche un criminale “morale”, ma pur sempre un criminale. Il film questo lo dice, lo mostra!
Il vero errore di Placido è stato secondo me addolcire troppo l’efferatezza di alcune vicende reali della vita carceraria, aver romanzato troppo e romanticheggiato alcune scene che forse avrebbero tinteggiato meglio il lato oscuro particolarmente pronunciato del protagonista. Non è stato fatto e questo mi fa un po’ storcere il naso.

A me è piaciuto e non avendo visto Romanzo Criminale il paragone non posso farlo, ma se volete vedere un bel film, io ve lo consiglio!

Levan polka

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Ora a me non piace condividere i video, ma ogni volta che rivedo questi neri per caso finlandesi mi viene da ridere e mi rimette il buon umore.

Sopratutto quando devo studiare!

Anzi, cerco altri 3 volenterosi per fare una cover di questo pezzo. Io sto già studiando il basso che fa:
Pol-pol Pol-Pol, Eh-ohi Eh-ohi, Ah-ah Ah-ah

Crystal balls on sales

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Non bastava l’improvvisa scoperta di Ofiuco, di cui parlava già Tolomeo, ad alimentare la convinzione di poter predire il futuro.
La Minnesota Planetarium Society, che ha battezzato il nuovo segno zodiacale del 2011, non poteva restare un caso isolato di megalomania. Et voilà il National Enquirer che, giornale ben noto per le minchiate che spara, si improvvisa divinità ed urla al mondo che a Steve Jobs restano sei settimane di vita.
Come consuetudine, le principali testate giornalistiche internazionali si sono divertite a giocare al telefono senza fili. Non mi sorprenderei se qualcuno fosse già andato a piangere sulla tomba inesistente di Jobs.

Basta scorrere qualche riga degli articoli per avvertire l’ affidabilità della fonte:

il medico Samuel Jacobson guarda una foto di Jobs fuori dal centro oncologico e, come fosse al bar, esordisce: «A giudicare dalle foto, Jobs è vicino alla fase terminale. Direi sei settimane».
Ma sì, regaliamo prognosi a spanne!
A giudicare dal commento, Dr. Jacobson, lei è vicino all’idiozia. Direi quattro centimetri e mezzo.  Io non so se Steve Jobs sarà vivo tra sei settimane, come non so se lo sarò io. Dr. Jacobson, le rivelo un segreto: non lo sa neanche lei. Il semplice motivo è la definizione stessa di prognosi:

Previsione del probabile percorso ed esito della malattia. Insomma, questione di buona, vecchia e cara statistica.

If a statistic falls in a reasonable part of the distribution, you
must not make the mistake of concluding that the null hypothesis is
“verified” or “proved”. That is the curse of statistics, that it can
never prove things, only disprove them!

In attesa che la SNAI dedichi un servizio apposito per scommettere sul tempo di vita di Steve Jobs,
vogliamo smetterla di basare casi internazionali su notizie completamente infondate?

Perchè finisce che, qualche giorno dopo, ti ritrovi il caro vecchio Steve che alza il calice ad un banchetto con Obama e le principali menti e tasche del web.
Che poi, invitata da Obama, seduta lì tra Carol Bartz (Yahoo) e Mark Zuckerberg (Facebook), di fronte a John Chambers (Cisco Systems)  e Dick Costolo (Twitter) con John Doerr (Kleiner Perkins Caufield & Byers)  che mi passa il sale,  mentre chiacchiero con John Hennessy (Stanford University) e Eric Schmidt (Google),  mentre Larry Ellison (Oracle) e  Reed Hastings (NetFlix) mi versano del vino e Art Levinson (Genentech) e  Steve Westly (Westly Group) preparano il caffè, io, sarei anche potuta morire.

Mussolini ha fatto le strade.

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Dieci idee dell’intellettuale trasgressivo.

10 opinioni.10 affermazioni.10 verità.

  • E’ normale. Se uno viene intercettato senza motivo, prima o poi una cosa non giusta verrà commessa. E ci si attacca a quella.
  • San Valentino è una festa idiota . E’ la festa del consumismo . Io apprezzerei molto di più un mazzo di rose regalato in un giorno qualunque. Tipo a Natale.
  • La Rai è chiaramente di sinistra. Morandi ha detto di supportare la manifestazione del 13 Febbraio.  Non pagherò il canone per questo.
  • Io non vedrò Sanremo . Chi è bravo non va a Sanremo. E poi io sono esterofilo. Yeah.
  • Io penso che un dialogo tra il Pd e la Lega sia un buon punto di inizio per mettere B. fuori gioco. Il mio motto è sempre quello: Peace&Love.
  • E’ come il grande che fa vincere il piccolino. L’Inter ha fatto vincere la Juve.
  • Lui sì che vive in mezzo alla gente. Un segnale importante, forte quello di Tremonti. Quello di fare un viaggio percorrendo le ferrovie del Sud. Ne esistono pochi così ormai. Mi ricorda il Duce. Quando passeggiando si fermava e aiutava a costruire le strade.
  • A me piaceva Caparezza però da quando ha fatto il servizio al tg2 non mi piace più. Però gli sarò riconoscente per l’inno alla Puglia. Vai Nichi !
  • In fondo Ruby ha le culottes.
  • Qualsiasi cosa accada avrà il consenso del Popolo. La statistiche sono un’opinione. Che noi non condividiamo.
  • Si stava meglio quando si stava peggio.

Motivi per cui (non) avere un social network.

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Il mio amore-odio per internet si tramuta spesso in una sorta di elenco (non alla Fazio eh) su ciò vorrei o non vorrei che ci fosse sulla rete. O molto più spesso ancora su come vorrei che la rete esistente si potesse plasmare sulle mie idee.

Comunque, al di là dei modi contorti di dire questa cosa, pensavo oggi ai motivi per i quali mi piacerebbe avere un social network. Specifico: non parlerò di Fb. Quello non mi piace. E la mia posizione in merito ad un social network (che ripeto non è sinonimo di Fb), l’ho già espressa post addietro.

Vorrei avere un social network perché voglio mettere come Avatar le foto dei personaggi dei fumetti che leggo che mi fanno impazzire, e vorrei avere un social network per poter leggere i commenti degli autori a riguardo.

Vorrei avere un social network perché posso condividere le cose senza dover scrivere troppe parole come un blog. Che si sa, i momenti non sempre ci regalano la possibilità e la capacità di dirne di sensate.

Vorrei avere un social network per spammare i video miei.

Vorrei avere un social network per scrivere a qualche commento: ” Ma guarda un po’ sto bimbominkia!”, “Mah”, “!”

Vorrei avere un social network perché mi piacerebbe cliccare accanto ad un articolo e con un tasto farlo comparire una sorta di raccoglitore virtuale. Perchè quando li salvo con firefox e voglio mostrarli, cazzo, non sono mai al mio computer.

Vorrei avere un social network perché mi piacerebbe leggere ciò che scrivono gli altri. Per carità, non i cazzi loro, ma proprio leggere quello che scrivono, ascoltare la musica che propongono.

Vorrei un social network per condividere il blog, anzi lo vorrei proprio su un social network. Quello dei miei sogni.

Ma…

Non voglio un social network, fino a che non sarà un portale di tutti e di nessuno, un bel progetto open con i server closed!

Non voglio un social network perché poi succedono queste cose!

Non voglio un social network perché avrei troppi amici

Non voglio un social network per non avere la tentazione di scrivere delle frasi belle che ho trovato sui libri/fumetti/articoli che ho letto.

Non voglio un social network perché mi chiede se son fidanzato e con chi.

Non voglio un social network perché sentirei persone che non sento da tempo e che francamente se non sento magari è meglio così, anzi non voglio un social network perché non avrei capito molte cose.

Non voglio un social network perché dovrei condividere delle foto

Non voglio un social network, perché oltre che di informazioni, si nutre del mio tempo che davvero, preferisco riservare al social, piuttosto che al network.

Le beffe dell’italiano

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Oggi, tra un po’ di Analisi e tanta Topologia, pensavo ad una cosa. Certo che la lingua italiana è davvero strana!

Alle volte ci contorniamo di appellativi ambigui e non ce ne rendiamo conto.

Ops uno squillo al cellulare, di questi tempi potrebbe essere una frase pericolosissima! Così come essersi comprato una Escort; e dire che fino a tempo fa, eri uno sfigato perché, diciamoci la verità, la Escort è davvero bruttina!
Che solo noi poi riserviamo loro certi favori. Tra di loro, si appellano in maniera molto più incisiva!

Approfondiamo però.Usiamo il dizionario Inglese-Italiano e traduciamo Escort… toh tra le tante guarda che viene fuori:

Cavaliere!

Gli inglesi ci vedono meglio di noi! Da sempre!

E così, non posso fare a meno di pensare, che deputati e senatori, una volta eletti si meritano il titolo di onorevoli.
Cioè, onorevoli, persone degne di onore. Ora, può benissimo darsi che io sia ignorante, d’altra parte non sono onorevole, però Wikipedia dice così:

Il termine onore è usato ad indicare un sentimento che comprende la reputazione, l’autopercezione o l’identità morale di un individuo o di un gruppo.

Ora senza scendere troppo in dettaglio, sono onorevoli persone come B., che reato o no se la faceva con ragazze di 50 anni (lordi) meno di lui, Mastella o Cuffaro. E’ onorevole anche Bondi!

… ma forse, dovevo cercare meglio. Questi sono onorevoli, perchè verranno da qui! Non c’è altra spiegazione!