Flash: Rinascita

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E’ con questo post che voglio fare pubblica ammenda e chiedere a Nightcrawler di essere riabilitato al phanteon supereroistico.

Io che da sempre sono stato acerrimo nemico dei fumetti dei supereroi in seguito a brutte esperienze che mi son capitate (tipo essere preso in giro da Spiderman ed essere incappato in una partita di torello con i fantastici 4), ho scoperto che anche i supereroi possono essere ben scritti, possono raccontare cose belle e possono affascinare.

La scintilla fu IronMan Extremis del sempre verde Warren Ellis. Ma lì è Ellis a fare la differenza. Un bravo scrittore narrerebbe anche un cosa apparentemente insulsa in maniera splendida. Ed infatti IronMan Extremis è un bel fumetto con dei bei disegni (anche se non molto fumettistici).

Mi son dovuto ricredere in vero, sopratutto dopo aver terminato Flash: Rinascita che narra la storia del velocista Berry Allen, l’uomo più veloce della terra capace di abbattere le barriere del suono, e della sua flash-famiglia.

Sarà stata la suggestione di leggere il tutto in originale (che è impagabile) per la prima volta, sarà stato un tratto grafico assolutamente incredibile (anche se non eccelso nelle pagine maggiormente dinamiche), sarà stato il contatto con la punta di diamante della DC Geoff Johns, ma a me la storia è piaciuta.

Certo è una storia classica, a volte piena dei clichè tipici di questo genere, ma di certo non è paragonabile a ciò che ci propinano a livello cinematografico.

Un supereroe è pieno zeppo di problemi, è ben conscio di ciò che sono le sue debolezze e questo Flash:rinascita ne è un esempio lampante. Nei sei spillati che accompagnano questa saga, volta a rivalorizzare e rinarrare le origini del personaggio, assistiamo alla vera evoluzione dell’uomo Berry Allen, tornato dal limbo in cui era relegato dopo aver salvato la terra e tutti i suoi abitanti.

I personaggi della flash-famiglia sono tutti caratterizzati bene: la differenza tra i vari flash si avverte, è ben demarcata ed anche i comprimari che appaiono (Superman, Wonder Woman, Lanterna Verde, JLA, JSA) sono funzionali alla narrazione, che risulta avvincente, pur senza mai sfiorare livelli alti di phatos.

Il personaggio poi ad essere sinceri mi ispira simpatia e dopo la lettura non posso che confermarlo. Unica nota stonata: l’hanno disegnato con una mascella che nemmeno David Coulthard!

Insomma se vi capita questo volume tra le mani (tra l’altro edito a prezzi umani) e volete leggere qualcosa del velocista scarlatto o cercate un buon fumetto per un’oretta di compagnia (sicuramente preferibile a quella di Uomini&donne o a quella di Bruno Vespa) io ve lo consiglio.

Se non vi piace però, non prendetevela con me!

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