Chimica in versi

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Chi scrive, pur avendo avuto da sempre una netta preferenza per le materie umanistiche, ha grande rispetto per la scienza, o meglio, per essere più precisi, con quelle che vengono chiamate MM.FF.NN. Pensate un po’, avevo pure fatto lo scientifico!

Ora studio tutt’altro, ma il rispetto e un minimo di interesse per l’ambito scientifico mi sono rimasti. Leggo Le Scienze, mi informo su internet e cerco qualche titolo piacevolmente divulgativo (ma non banale) che mi rinfreschi alcune nozioni. Mi è capitato tra le mani, di recente, un libro intitolato “Chimica in versi”, di Alberto Cavaliere, edito da Mursia.

Leggenda vuole che l’autore fosse uno studente di chimica all’università e che, al primo tentativo di dare l’esame di chimica generale, fosse stato rimandato alla sessione successiva. Per imparare la chimica, che gli era fondamentalmente indigesta, pare che Cavaliere abbia composto una raccolta di versi – tutti rigorosamente in rima baciata o incrociata – per mandare a memoria le principali nozioni di chimica sia inorganica che organica. A guisa d’esempio, riporto un passo del capitolo intitolato Idrocarburi non saturi etilenici.

Se prendiamo ad esempio il propano,

CH3-CH2-CH3,

e un idrogeno solo stacchiamo

da ciascuno dei primi due C,

saturandosi allora a vicenda

le valenze del gruppo in esame,

s’ha un composto ad un doppio legame,

che più saturo adesso non è.

Intendiamoci: la raccolta, pur ineccepibile dal punto di vista contenutistico (impressione confermatami da un amico chimico) è qualitativamente discontinua. Il frequente e tutto sommato casuale ricorso agli enjambement, cioè a frasi che eccedono la misura del verso, rende la lettura ad alta voce – o il mandare a memoria – abbastanza difficile: il ritmo irregolare a tratti potrebbe infatti risultare disorientante, se non cacofonico. Onore però alle scelte lessicali, che dimostrano un vocabolario discretamente ampio e soluzioni ricche di inventiva che risolvono rime oggettivamente non facili (provate a rimare parole quali ossidrile, etile, ossiacido, ossalico… Cavaliere ci riesce perfettamente! Personalmente non ci sarei riuscito con altrettanta facilità).

A questo libro va il merito di avermi riavvicinato alla chimica, con cui ho avuto un rapporto a fasi alterne: il ricordo più recente è quello di aver strappato le pagine del libro di chimica una per una dopo il liceo. Cosa non combina la frustrazione! Azzardo però che se gli studenti delle superiori avessero tra le mani un bigino in versi del genere, probabilmente l’apprendimento di dati per loro apparentemente aridi e inutili sortirebbe tutt’altro effetto…  una forma originale di mnemotecnica e contemporaneamente un simpatico lenitivo per le sofferenze dello studio!

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