Be Strong

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Oggi è Martedì 14 Dicembre 2010.
Berlusconi ha ottenuto la fiducia della Camera e del Senato.
Tre voti. Io con tre voti non cambio la media neanche di un centesimo.
Berlusconi. La fiducia. La fiducia. Berlusconi. La media.
Oggi, martedì 14 Dicembre 2010, un giudice di Westminster ha imposto ad Assange l’obbligo di firma,
il rientro al tramonto, il ritiro del passaporto  ed il braccialetto elettronico.
Il braccialetto elettronico. Ad un hacker.
Se la racconti in un Bar Sport qualsiasi, ti fai anche due compagni di briscola.

Ma siccome i problemi personali sono più importanti perchè sono personali,
oggi, martedì 14 dicembre 2010, il mio cellulare non ha dato segni della telefonata tanto sperata.
E il tempo che gli avevo concesso per squillare, nella mia testolina pazza che fa giochetti con il destino, è scaduto.

“Be Strong”, mi ha detto il mio mentore.
Be Strong, mi sono ripetuta uscendo dal laboratorio.
Be strong, mi dicevo in bici, immersa nella nebbia con cappello e sciarpa a mo’ di passamontagna.

Delle rizla argento corte e un po’ di strength, per favore. No, forse non funziona.
Allora delle rizla argento corte.

Davanti alla libreria di casa, mentre la rizla si bruciava lentamente, è riaffiorato il vago ricordo di alcune parole.
Ah, ecco.  Denis Guedj.

Quale limite si può imporre a una natura insaziabile che inghiotte tutto in un sol boccone, e alla quale nessuna realtà materiale riesce a opporre una qualche resistenza?

In questa atmosfera in cui la carne si corrompe, in cui i corpi si disfano per l’umidità, in cui tutto marcisce; in questa atmosfera che, per eccesso di vita, affretta la morte, mi sono aggrappato a esseri immateriali, a entità ideali che né il caldo soffocante né l’umidità potevano corrompere. All’esuberanza informe contro la quale nulla si può fare, ho voluto contrapporre il rigore controllato. Per resistere a quel delirio di materie destinate a perire, mi sono immerso nella purezza immobile del cristallo.

Si sono mai viste definizioni matematiche imputridire su due piedi, teoremi liquefarsi, ragionamenti ammuffire, assiomi finire divorati dai vermi? Ho scelto la matematica, e non soltanto perché è stata la materia nella quale mi ero formato in origine.

Ti verrà da ridere, ma è stato in quelle circostanze, in cui ne andava della mia incolumità fisica, che mi sono reso conto del fatto che la matematica è imputrescibile. Per sfuggire alla pregnanza del reale che mi soffocava, ho dovuto fare appello a una pura attività dello spirito.

Così scriveva Elgar Grosrouvre al suo amico Pierre (πR) ne “Il Teorema del Pappagallo”.
E allora è deciso. Stasera non esco e ci provo anche io. Resto con Helmholtz, Gauss e Maxwell.

Perchè Helmholtz avrebbe votato NO alla fiducia posta dal governo Berlusconi.
Perchè Gauss avrebbe liberato Julian Assange con un applauso.
Ma soprattutto, perchè Maxwell mi avrebbe richiamata.

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