Il lungo addio

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Alle volte quando mi chiedo perchè Dyd è diventato un fumetto così popolare, sono le stesse storie a rispondermi.

Il lungo addio, scritto da Marcheselli, sceneggiato da Sclavi e disegnato da Ambrosini è una delle risposte più convincenti.

I personaggi – e questo sarà difficile a chi non legge- ti entrano nel quotidiano ed un po’ ti ci affezioni. E quindi ti emozioni quando ti raccontano delle storie come se fossero delle confidenze. Confidenze da 300.000 copie mensili ma pur sempre intime e toccanti.

Il lungo addio è una di quelle. Dove tecnica, narrazione, disegni sono solo il mezzo per parlare di un sogno, di un sogno reale e quotidiano che vive Dylan ma che ti investe e ti lascia triste, ti turba. E’ una storia vecchia, ma attuale. Una storia che è in grado di emozionarti. Forse perché in chi legge Dylan, c’è un po’ di Dylan. Forse perché non sai quando inizia e quando finisce il sogno, o forse solo perché speri ardentemente che tutto vada a finire in maniera diversa, pur capendo sin dalle prime pagine quale sia la realtà dei fatti.

E’ per questo che leggo Dyd. Ed anzi, se non l’avete mai fatto, leggetela questa storia. Sarà una bella avventura.

Il lungo addio

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