Alter Bridge – AB III

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Mi son riservato qualche ascolto più approfondito dell’ultimo cd degli alter bridge (band che amo molto) prima di scrivere le mie impressioni.

Un po’ perché l’eredità di BlackBird era pesante, un po’ perchè proprio come BlackBird avrei potuto cambiare idea.

Sentendolo, con particolare riferimento ad alcuni brani di questo lungo album (forse troppo?!), mi vien da pensare: Peccato!

Peccato perchè c’è del materiale decisamente interessante ma è stato secondo me mal gestito dal punto di vista compositivo. Ci sono passaggi (quelli più pesanti) che non mi sembrano ben dosati e anzi li trovo appiccicati quasi forzatamente in certi frangenti. Peccato perché Myles Kennedy ha una voce pazzesca. Peccato perché la botta generale del sound è sempre compatta e ti investe. Peccato perchè secondo me è suonato bene. Peccato perchè rispetto a BlackBird l’evoluzione del sound è quasi assente (ma magari può per qualcuno essere un pregio!).

Belle melodie, bellissimi ritornelli, brutte parti strumentali e bridge, quasi inserite perchè ci devono stare. Orribile Tremonti con quel Wha di memoria Hammettiana (che ne ha decratato lentamente il declino a livello chitarristico!), fantastico quando suona a-là Tremonti, con bel gusto melodico e padronanza tecnica notevole.

Nel complesso è un album che ascolto volentieri, ma che un po’ mi fa rimpiangere i precedenti. D’altronde dopo due dischi diversi ma eccellenti reggere il confronto sarebbe stato difficile. Difficile anche perchè è un disco lungo, che paga formule abusate tipiche di certa musica.

Io lo consiglierei solo ai fans del gruppo o a chi ama un certo genere di musica, di certo non a chi si vuole accostare per la prima volta. C’è di meglio!

Vi lascio una canzone del cd che ascolto molto volentieri, nonostante la strofa sia quasi una scopiazzatura dei The Calling e la parte più “hard” non tanto ci azzecchi, ma con quel ritornello, cantato in quel modo superlativo, gli si può perdonare tutto. Bella anche la prova di Tremonti.

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  1. ‘ De gustibus non est disputandum ‘

    Non ho accettato il tuo consiglio .
    Ma dai mi dai la possibilità di non andare su quel puttanizzo di youtube per cercare musica nuova .
    Ce l’ho qui . Bella e pronta .
    Sei un gran provocatore mistake89 !

    Comunque .
    Io non sono nè un’amante del genere – assolutamente – nè conosco bene il gruppo in questione .
    Anche se devo dire che ‘In loving memory’ ha accompagnato un periodo molto bello della mia adolescenza e ‘Open your eyes’ ha fatto da colonna sonore a attimi di irripetibile felicità . Sempre adolescenziale .
    Però poi si cresce .
    E si diventa infelici .
    E si ha bisogno di musica diversa . Di una musica più concentrata a leggere parti più nascoste della tua psiche .

    Ecco come vedo loro .
    Una musica un po’ troppo scontata .
    Risentita mille volte che fa da sfondo a eventi adolescenziali standard americani .

    Naturalmente è quello che sento .
    Senza addentrarmi in – per me inutili – tecnicismi di cui solo tu puoi parlare con tanta disinvoltura e chiarezza .

    Il commento l’ho scritto ascoltando la canzone .

  2. Mmm mi chiedo cosa sia la musica più “concentrata a leggere parti più nascoste della tua psiche”…

    Perché io, da par mio, riesco a trovare solo musica bella e musica brutta. E quella suonata (o cantata) male con qualche scusa intellettualoide, per me è proprio fuori concorso.

  3. @Night : Fondamentalmente sì .

    @Mistake : Non ci credo . Per te esiste solo musica bella e musica brutta ? Bianco o nero ? Dai le canzoni sono come capitoli dei libri . Ci sono quelli che ti rapiscono . Quelli che son carini . Quelli che son belli . Quelli che ti riempiono l’anima .
    Non esiste un capitolo o bello o brutto . No ?

    E spero che in quel ” musica suonata male con qualche scusa intellettualoide ” non ci sia una sorta di provocazione .

  4. Decidere cosa per se stessi è musica bella oppure brutta è talmente difficile che ritrovarne altre sfumature sarebbe (per me) impossibile.
    Poi esiste la tecnica, lo studio, che ti permette di mediare su ciò che è oggettivamente ben fatto (e questo è un discorso rischioso in cui sì possiamo ammettere sfumature) o cosa invece non lo è.

    Se la musica è bella – e non ben fatta- beh per me è esclusiva.

    Ed ovviamente, la chiusura era una provocazione, anche se purtroppo, è una cosa (tristemente) attuale.

    PS Io crescendo sono diventato meno infelice!

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