Archivio mensile:ottobre 2010

Quando non c’era lui…

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AAA questo articolo assumerà connotati profondamente tristi e forse retorici. Se volete, leggetelo in quest’ottica!

Oggi sistemavo il mio Reader di Google e pensavo a qualche anno fa (eoni fa se paragonato al tempo-internet), quando le web mode erano diverse, molto diverse.

Ricordo quando tutti avevano un blog ed era simpatico portercisi fermare a fare un giro sopra, a lasciare commenti o ad insultare. Mi son fatto un mucchio di risate e devo dire che allora, ci provai anche io.

Tutti avevano da scrivere o comunque tutti vi scrivevano. C’era chi ci riusciva meglio, chi usava le k e le abbreviazioni stile chat, c’era chi ci metteva video e immagini, ma tutti avevano qualcosa da dire. Magari erano false fantasie, magari era anche quella moda, ma era fatta di parole. Sorgevano come funghi, ce n’erano per tutti i gusti, per ogni orientamento… era un modo diverso di mettersi in contatto forse. Ed era piacevole girare tra i vari nomi più strampalati per leggere il post del giorno, qualcuno anche bello.

Adesso son tutti fiori appassiti, sicuramente scaduti come vecchi alimenti conservati troppo a lungo, ma stanno ancora là. Alcuni certo sono chiusi o addirittura assassinati, ma per fortuna qualcuno che li aggiorna ancora (e che mi permette sane navigate!) c’è ancora – e non mi sto riferendo al nostro tentativo-.

Era anche piacevole guardare e commentare le foto su Flickr, dove un po’ tutti ci si sentiva fotografi. C’erano foto normali, foto brutte, ma anche foto che mi piaceva guardare di tanto in tanto… ed anche quelli, sono album ormai gialli, appassiti.

C’era una volta un forum tutto verde, con un simpatico draghetto, che si chiamava qualcosa come iendavnos, dove ho conosciuto persone simpatiche e meno simpatiche, dove parlavamo e litigavamo, dove ho incontrato persino chi credeva che la matematica non fosse oggettiva, o dove ho visto per la prima volta Sandman; un forum che ha raccolto molti dei miei -e non solo miei- pomeriggi adolescenziali ed ogni tanto quell’indirizzo continua a chiamarmi. Appassito anche quello.

Per me ora mi metto qui ed attendo. Se qualcosa di grande, di certamente molto più grande ed interessante, è appassito, prima o poi toccherà a tutti, no?

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Ray l’uomo del futuro

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Il genio sta nel capire le cose prima degli altri. Non c’è dubbio allora che Bradbury sia un genio.

Non ha scoperto nessun teorema di Geometria differnziale o di Teoria dei Gruppi, non ha trovato nessuna formulazione alternativa al principio di D’Alambert o alle leggi di Maxwell, non è nemmeno interessato alla dodecafonia come Schoemberg, eppure è stato un grande.

Aveva capito e predetto i nostri tempi meglio di chiunque altro e ce l’ha anche detto senza tenersi tutto per sè, regalandoci alcune tra le pagine della letteratura più belle (sicuramente nel suo genere, ma mi azzarderei a dire in assoluto), consegnandoci una visione della nostra società tanto assurda quanto tristemente attuale. Lo ha fatto circa 60 anni fa.

Prima che l’uomo si facesse due passi sulla luna, lui ci consegnava una colonizzazione di Marte in grande stile.
Prima che la cultura scemasse sino a diventare un optional, lui ci narrava la distopia di un mondo senza libri e colonizzato da pareti-TV.

Se non avete letto nulla è mio consiglio di procurarvi qualcosa, fortunatamente da noi non è ancora un reato!

La solitudine dei numeri primi

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Questo fine settimana sono andato al cinema ed ho voluto vedere questo film di cui tutti parlavano che confesso ero curioso di confrontare con il libro letto tempo fa.

Il libro non mi dispiaceva, l’ho trovato ben scritto e ben architettato, tanto da lasciarsi leggere in paio di giorni al massimo. Mi era anche piaciuto il finale per la prima volta non scontato o essenziale, ma anzi pieno di mille sfaccettature interessanti.

Sfaccettature che nel film non ho ritrovato minimamente, anzi di cui addirittura non se ne fa menzione. E’ questo secondo me il suo punto debole, tanto da rimanere sorpreso nel ritrovare il nome di Paolo Giordano (autore del libro) tra i credits di soggetto e sceneggiatura.
E’ un film che scorre molto lentamente, pieno di numerosi silenzi, che se nel libro sono un contorno, sul grande schermo diventano protagonisti. Purtroppo questa scelta non paga, poiché dilatando i tempi si perdono molti colori tra i rapporti personali che si instaurano tra e con i protagonisti, non permettendo di coglierne a pieno comportamenti e dinamiche che appaiono talvolta incomprensibili ed inspiegabili a chi non abbia letto il libro.

Mi è al contrario piaciuto molto il modo di “incastrare” la storia, il taglio narrativo cui la storia è stata affidata ovvero un alternarsi di flashback continui, innodati uno nell’altro e distribuiti (quasi) equamente tra i due personaggi principali. E’ un modo intelligente per far presa e per cercare di dipanare questo groviglio di sentimenti dai quali si viene investiti quasi subito.
Purtroppo il tutto risulta vano e confuso proprio per i motivi che ho detto sopra, tanto da lasciare aperti numerosi interrogativi e fornire un finale differente dal libro, che a mio giudizio non gli rende giustizia. Molto bravi i due attori protagonisti, loro sì, mi son piaciuti molto.

Le musiche sono carine e forniscono un valido contributo a varie scene, rubando (ma questa è per mia indole) spesso lo scettro alle immagini.

Poteva essere un bel film se avesse posto di più l’accetto sulle varie tappe della crescita di questi ragazzi, anziché concentrarsi quasi esclusivamente su quella bambin-adolescenziale ed avesse fatto vivere il conflitto interiore che provano i due ragazzi, come raccontato nel libro, e non sbattendolo in faccia (in maniera quasi inspiegata ed inspiegabile) come nella pellicola.

Peccato!

Vecchi difetti

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Un po’ di tempo fa parlavo con uno dei coautori di questo blog del concetto di arte .

Ricordo che fu una discussione molto accesa in una delle prime file di una chiesa piena di gente attenta a una di quelle retoriche celebrazioni che a noi – o perlomeno a me – non interessava .

Il mio interlocutore sosteneva che l’arte è bella .

Bella e inutile .

E quando io mi presentavo come la somma di tutte le sensazioni dei libri che avevo letto piuttosto che come le migliaia delle immagini viste nei film, lui con un’aria un po’ cinica e un po’ saccente – me lo perdonerà – mi rispondeva che era una cosa estremamente triste .

Triste è per  lui pensare che quello che siamo o quello che viviamo possa esistere in funzione di ciò che l’arte ci concede .

Ma non è triste pensare , invece, che l’arte sia davvero fine a se stessa ?

Io intanto resto strabiliata di come l’arte possa cambiare me , la mia vita e il modo che ho di concepirla  .

E a tal proposito – giacchè mi piace condividere pezzi di vita con la gente che ha piacere di leggermi- voglio rendervi partecipi di un libro che ho letto quest’estate .

Un libro che non riesco a dimenticare e che ha messo un po’ in disordine la mia anima .

Non ci sono solo le arance di Jeanette Winterson .

Magari il mio collega lo leggerà e mi dirà se è ancora imperturbabile .

A.

*   Dicono che Alessandro non abbia mai baciato una ragazza . In realtà ha baciato me .

… in wonderland!

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Qualche giorno fa ho avuto un problema con un telefono Voip di una nota compagnia telefonica.
Pubblicità non se ne può fare, ma il titolo e il nome Alice, permettono di avere una visione globale del mio operatore telefonico.

Praticamente il telefono voip, quelli attaccati al modem tanto per intenderci, non voleva proprio saperne di funzionare. Morto!

Senza perdermi d’animo decido di telefonare all’assistenza clienti. Ora, assistenza è un parolone grosso, però peggio di così non può andare.

Dopo essermi destreggiato tra la voce che ti dice:

se vuole sentire i piani di alice voce prema 1, se vuole sentire i piani alice casa prema 2, se vuole sentire le offerte per internet mobile prema 3, se vuole parlare con l’operatore digiti 12308*#8732910 faccia due capovolte e si infili il telefono nel naso

la mitica musichetta che ti tiene compagnia prima che un operatore si liberi (c’è da chiedersi come mai non ci sia mai nessuno libero subito, mah!), ecco che finalmente parlo con un operatore.
Per tutelare la sua privacy lo chiamerò Rocco, il suo vero nome. Tutto gentile ascolta il mio problema e con la proverbiale voce di cui sono provvisti questi fantomatici operatori mi dice: “un attimo che controllo”.
Dopo alcuni minuti passati ad ascoltare le conversazioni degli altri operatori in sottofondo ecco che ritorna Rocco e mi dice: “Qui risulta tutto libero. Facciamo così, provo a chiamarla e vediamo se dai nostri terminale è tutto apposto”
Io penso: “Cazzo, questo sì che è uno tosto!”. Se non che, subito mi dice: “Ma lei è sicuro che non funzioni, a me risulta occupato.”

Porca miseria, non può essere! Provo a chiederglielo lo stesso: “Senta Rocco, ma non è che per caso ha chiamato al mio numero di casa? Quello è occupato perché parlo con Lei, a me non funziona il Voip!”

Sono attimi di panico generale. “Ha ragione mi scusi!”.

Ho capito c’è da rimboccarsi le maniche, apro la pagina del modem e mentre lui dice di fare altri controlli (non nego che secondo me si è messo a giocare a Free Cell!) mi dice: “Senta, domani le mando il signor Alice in casa, perchè da qui proprio non riesco a capire!”.
Senza perdermi d’animo, trovo un parametro strano sul mio pannello ed insieme riusciamo a risolvere il problema!

Lui però con la voce sconsolata mi dice ancora: “Senta purtroppo però ho già inoltrato la segnalazione. Quindi domani forse avrà una chiamata del servizio clienti e magari Alice viene a casa tua. Anzi, un secondo…- ed urlando a squarcia gola- Flavioooo Flaviooo che si può annullare una segnalazione fatta al servizio clienti, qui c’è una persona a cui ho risolto il problema…” (Cazzo, pure l’operatore appena arrivato dovevo acchiappare!). Poiché la mia vita deve andare avanti e questa piacevole conversazione è durata anche troppo lo saluto dicendogli di non preoccuparsi perché alla chiamata dell’indomani avrei detto che era tutto apposto.

Ore 11:30 del giorno successivo, ricevo una chiamata al Voip. Tutto curioso (quel numero non ce l’hanno in molti!) rispondo. Perbacco è la signora Alice che mi chiama e mi chiede: “Salve, abbiamo avuto segnalazione che il suo telefono Voip non funziona. Ce lo conferma?!”
La risposta non si fa attendere: ” Scusi e lei pensa che io abbia attaccato il modem ad un telefono dei flinston per risponderla?”
La fanciulla continua a non capire (Come se venissero scelti apposta…!).
“Senta, se lei mi chiama qui, sul Voip, ed io rispondo, evidentemente funziona, no?”.
“Uh, ha ragione. Mi scusi, l’ho disturbata?”
“Ma no si figuri, parlare con operatori stupidi è il mio hobby preferito. Ora se non le spiace mi vado a dedicare all’altro mio hobby preferito, ravanare le ascelle di un dugongo!”
“Perbacco ce l’ha in casa?”

Poi le persone si lamentano se c’è crisi!

R.I.P

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Ho appena appreso la notizia che il frontman dei Gotthard (anche se moltissimi di voi non li conosceranno) è passato a miglior vita.

Così per evitare di essere retorici lascio questo a chi vorrà deliziarsi un po’ le orecchie:

PS Questa versione fa le scarpe pure a quella dei Deep Purple secondo me.