John Doe 1-24

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Esistono due tipi di lettori di fumetti: quelli che aprendo un albo sono ansiosi di leggere ciò che si aspettano e quelli che invece ne vogliono rimanere sconvolti.

Ebbene io appartengo a quest’ultima categoria. Ed ecco perché, senza troppi giri di parole, la prima stagione di John Doe mi ha letteralmente conquistato.

Oltre allo scenario davvero incredibile (dove incredibile sta per reale e surreale, per geniale, per coinvolgente…) in cui è catapultato il nostro ragazzo-meraviglia, bisogna fare i conti con una narrazione e con degli schemi narrativi davvero mai letti in precedenza. Aprire un albo e non sapere ciò che si celerà dietro ogni pagina, partecipare alla storia di John Doe, alla sua fuga, ed essere testimoni di autentici colpi di genio narrativi, rendono questo fumetto un unicum, tanto che trovare una “categoria” per questo fumetto risulta davvero davvero difficile.
E’ un fumetto che cresce assieme al personaggio ed al suo mondo ed è proprio lì dove sembra che possa cedere, che ecco si prospetta un nuovo inizio.

I dialoghi sono brillanti e trascinano il lettore in un mondo ed in situazioni, che per quanto dichiaratamente bizzarre, risultano poco artificiose ed assolutamente coinvolgenti.

I disegni sono per un fumetto seriale una novità assoluta. Si sono permessi il lusso questi Bartoli e Recchioni, di adoperare alcuni disegnatori underground, tutti molto molto talentuosi, ma non tutti tagliati per questo tipo di fumetto. Ed invece la scommessa è stata vinta a pieni voti (per quanto qualcuno non incontri in pieno il mio gusto, ma questo è un altro discorso), regalando al fumetto disegnatori che diverranno nomi importanti negli anni a venire. Un nome su tutti: Elisabetta Barletta.

Poi plauso speciale va a Massimo Carnevale per le incredibili copertine che ha donato a questa serie. Sono tutte una perla di rara bellezza.

Insomma, ci sono arrivato tardi, però fortunatamente ci sono arrivato. Ritengo, senza esagerazione, che questo fumetto rappresenti una autentica rivoluzione del fumetto made in Italy (almeno nella prima delle 4 stagioni che ho letto e completato!), una realtà che, può piacere o meno, ha lasciato qualcosa di nuovo, qualcosa di sconvolgente.

Stupende le caratterizzazioni dei personaggi, stupendo il modo di trattare le entità (e che bella caratterizzazione grafica, Tempo è davvero bellissima ed anche M) e stupendo il modo di architettare questa storia. Se non lo avete mai letto, recuperatelo perché ne vale assolutamente la pena.

Ed in attesa di leggere ed esprimere un giudizio complessivo sulle altre stagioni, vi ricordo che John Doe uscirà di nuovo in edicola alla fine del prossimo mese e presentato in occasione del Lucca Comix.

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    Eh?

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