Greystorm

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Tornando ad argomenti che forse mi sono meno consoni volevo spendere due parole su questa mini (l’ennesima mini) che la Bonelli ha partorito. Potrebbe contenere SPOILER e ribadisco, sono considerazioni strettamente personali.

Robert Greystorm protagonista della miniserie Bonelli appena conclusa

Premetto che aspettavo con grande attesa questa pubblicazione, perché si parlava di scienza e fantascienza. Serbavo grande attesa perché a scriverla era Antonio Serra che oltre ad essere molto bravo, di fantascienza se ne intende un bel po’ (cfr. Nathan Never). E sopratutto perché aveva sin dalla prima presentazione aveva un approccio molto verneriano che lo ammetto, mi aveva conquistato.

Il primo albo non era un brutto albo. Era acerbo. Ma è il primo albo, si sa. Le grandi speranze rimanevano.

Dal secondo albo in poi le cose sono precipitate in negativo, secondo me. Poca azione, un personaggio pieno di Cliché, amico/nemico del buono di turno che non si accorge della sua malvagità che anzi ne finanzia i progetti, anche i più ambiziosi. Un piano di conquista del mondo che francamente si rivela scontato anche nel suo finale.

E nel frattempo passano i mesi senza alcun sussulto, si susseguono albi mediocri secondo il mio modesto parere, pieno di dialoghi abbastanza scontati, con personaggi secondari secondo me poco caratterizzati e catapultati in un mondo abbastanza irreale (l’isola di Makatea che rivestirà un ruolo importante).

Però, in sordina qualcosa si muove, e così attorno agli albi 8-9 la narrazione inizia a procedere spedita, con un bel climax ascendente che, sinceramente, mi ha fatto ben sperare per il finale della serie. Che il piano del genio folle di Greystorm non sia poi così scontato?

Era un piano organizzato alla perfezione; Greystorm non era solo, aveva dalla sua il genio e la cattiveria, aveva soldi e potere su un esercito pressoché invincibile. Ed invece cosa accade?

Che nel decimo albo vincono poche decine di contadini che rinviando lo scontro e portandolo nella tana del nemico e nell’undicesimo albo, Greystorm viene rovinosamente sconfitto da 4 (e dico quattro) persone. Ma non era un genio questo scienziato?

Altro  capitolo a parte sono i “capitoli dimenticati”, albo n.12, speciale di circa 200 pagine. Ennessima delusione di questa serie. Ci sono tre storie tagliate dalla serie principale per motivi che vengono spiegati all’interno. Ma delle 3 storie, solo quella centrale è consistente e francamente anche carina. Ma per ciò che doveva essere l’albo francamente mi pare troppo poco. Nota positiva dell’albo i bozzetti dei progetti grafici della serie e l’evoluzione dei volti dei personaggi. Nell’ultima pagina, lo stesso Sergio Bonelli, dice che nonostante le ottime vendite, non ci sarà un Greystorm 2edizione e visto quanto scritto sopra è meglio così.

A livello grafico mi è parso invece tutto molto molto curato, con ottime punte ed una qualità media decisamente alta. Vera colonna portante dei disegnatori è stato Bignamini che ha realizzato ben 6 albi, tra cui quelli più belli a mio giudizio.

Conclusioni: Era simpatico che come protagonista di questa mini ci fosse un cattivo, ma forse questo coraggio bisognava portarlo fino in fondo, o quanto meno giocarsi meglio le carte, sfruttare meglio i personaggi. Per me si è persa una buona occasione, perché il tema era simpatico. Peccato!

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  1. Guarda arrivato alla fine non vedevo l’ora che finisse… per carità lo standard è alto e non ci sono grosse incongruenze però a me non è piaciuta!

    Eh per recchioni mi sa che bisognerà attendere un bel po’ (fine 2011,inizi 2012 si vocifera), io ne frattempo vorrei recuperare volto nascosto!

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